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giovedì 4 settembre 2014

Onder su Onder

Insomma, alla fine hanno licenziato pure Onder.
Mi sembra incredibile, ma lo dice dagospia, quindi è vero.*
Devo ammettere che questo accadimento mi ha colto decisamente di sorpresa; sarà che Onder per me era una certezza, una stella fissa che sovrastava i cieli mobili dei palinsesti televisivi, per intenderci, un po' come Piero Angela: eterno ed eternamente uguale.
E invece no, questi sono tempi bui, tempi in cui anche le certezze più radicate nel nostro animo vengono stravolte e ci sentiamo spaesati, come se d'improvviso ci trovassimo di fronte a un mondo mai visto prima. E ci sentiamo mancare la terra sotto i piedi.

A chi chiederò consiglio quando la mia prostata si infiammerà? Cosa è preferibile mangiare in caso di reflusso gastroesofageo? E con le emorroidi? E se mi viene il diabete? E come potrei riconoscere un infarto in corso?
Tutte domande, queste, che non riceveranno mai più risposta.

Sono triste, impaurito e disgustato.**

Ciao Lucianone, per me sei insostituibile e, in questo momento di dolore, voglio ricordarti così:



*seh, lallero!
**che malattia sarà? Ecco, ora non lo saprò mai.

venerdì 1 marzo 2013

Vita di Pipì

A volte capitano dei fatti che mi portano a riflettere sui tutti quegli avvenimenti che, apparentemente, sembrano non avere una spiegazione razionale, tipo: cosa sta, o non sta, guardando Valeria?

Ecco, ultimamente ci sono state le elezioni, magari non ve ne eravate accorti e vi prendo di sorpresa, ma ci sono state, ve lo giuro sulla fila ordinata di batterie AA scariche che "sono poche, le appoggio sulla scrivania e aspetto che che se ne scarichi qualcun'altra, così almeno le butto tutte insieme". Insomma, che ci crediate o no, ci sono state queste elezioni e, come succede sempre, hanno contato i voti e tutti si sono chiesti:
"Ma questo chi l'ha votato?"
Domanda legittima, perché, ovviamente, se io voto Sbirulino*, mi chiedo come si possa votare per il Gabibbo e viceversa; sta di fatto che a volte questa domanda sono in tanti a porsela e a porla e, guarda caso, quelli che ti dicono:
"Sono stato io."
a conti fatti, sembrano sempre molto molto pochi.

Ebbene, so per certo che quella domanda è passata anche nella mente di tutti quelli che stanno leggendo questo post, quindi ora chiedo a tutti gli uomini (sì, solo agli uomini, ma le donne, se vogliono, posso anche continuare a leggere) se siete abbastanza forti da rivolgere su voi stessi questa potente intuizione? (semicit.)

Mi spiego meglio: qualsiasi uomo qui dentro** ha messo piede almeno una volta in un bagno pubblico e sa bene che nell'80% dei casi il pavimento del suddetto bagno è completamente ricoperto da uno strato umidiccio, di spessore variabile, composto principalmente da materiale liquido e maleodorante per nulla dissimile da certune secrezioni renali; bene, avete presente la scena, ora la domanda è: chi di voi hai mai pisciato fuori dal vaso?

Non aspetto nemmeno che rispondiate, perché sono certo che nessuno di voi compie atti sconci a tal punto da provocare lo sdegno di qualsiasi povero avventore del putrido bagno pubblico sovradescritto; scrivo certe parole, perché io mi fido di voi e non ho bisogno di presenziare ogni volta all'espletamento delle vostre minzioni per credere che non vi sia mai capitato, ma se*** non esiste persona al mondo che riesca ad ammettere di aver sbagliato mira una volta o due, e considerando che, al momento attuale, la piaga di quelli che entrano in bagno, ma poi pisciano in terra è un fatto meno rilevante (sebbene assolutamente non trascurabile) della scelta del candidato più adatto a governare un Paese; mi chiedo come si possa anche solo pensare che qualcuno ammetta candidamente di aver preferito Dodò a Uan, o viceversa, quando, di fatto, i pavimenti dei cessi pubblici sono così spesso completamente spisciati?

In sostanza la questione è sempre la stessa: l'uomo non è onesto e non perde occasione per mentire, soprattutto quando è cosapevole di aver tenuto un comportamento stigmatizzabile e quando sa che nessuno può avere la certezza di quale sia la verità.

Ora questo discorso valeva per il bagno degli uomini, ma se la comunità scientifica internazionale sa così poche cose dei bagni delle donne, ci sarà un motivo: evidentemente anche loro hanno qualcosa da nascondere, perciò ora non iniziate a fare le splendide, perché tra mentire e omettere la verità non c'è poi molta differenza.

PS: i nomi Gabibbo, Sbirulino, Dodò e Uan sono puramente casuali. Nessun pupazzo è stato maltrattato durante la stesura del post.

*oltretutto, se voto Sbirulino, voto per uno zombie, in quanto vivente come personaggio, ma non più vivente come persona (purtroppo), e la Costituzione non è molto chiara in merito a questo argomento.
**esiste un dentro?
***esclusi i presenti, che sono tutte persone a modino.

lunedì 31 dicembre 2012

un'altra cosa inutile

E insomma, quale modo migliore per finire l'anno se non scrivere una guida inutile? Non lo so, non credo ne esista uno, quindi... quindi.

La lettura di questo post è riservata esclusivamente alle celebrità dimenticate.
Se non ritenete di appartenere alla categoria soprammenzionata saltate a piedi pari il post*, perché:
  • siete una celebrità dimenticata, ma non volete accettarlo (o non ve ne siete ancora accorti), quindi questo posto non fa ancora per voi;
  • non siete una celebrità, non lo siete mai stati e, se per caso doveste diventarlo, prima di leggere questo post, dovrete cadere nel dimenticatoio, sopravvivere alla caduta, ricordarvi della sua esistenza e decidere se venirlo a leggere o meno; il che risulta troppo complicato.
Se state leggendo queste parole, vuol dire che siete consapevoli della vostra disastrosa situazione attuale e, allo stesso tempo, avete ancora la presenza di spirito sufficiente ad ammettere di essere ormai persone veramente dimenticate: VDP (Very Dimenticated People).
Accettando la vostra decadenza, voi, siete trai pochi eletti che hanno compiuto il primo passo necessario a risalire la china della dimenticanza; ma come scrollarsi di dosso tutti quegli anni di anonimato che hanno soppiantato una vita passata a sfuggire lo sguardo indiscreto del pubblico? Come far tornare su di voi quegli occhi ormai indirizzati da tutt'altra parte? Come attirare l'attenzione di un pubblico sempre più esigente, tanto che, da quando è incinta veramente, non parla più solo ed esclusivamente di Belen?

Allo stato attuale possiamo dire, suffragati da numerosi studi scientifici, che i metodi più efficaci per ritrovare l'ormai perduta notorietà sono sostanzialmente i tre che andremo ora ad analizzare.

IL METODO CLAUDIA KOLL (noto anche come Metodo Paolo Brosio)
Mi sento di poter consigliare caldamente questa strada a tutti quei VDP che, nel loro periodo di notorietà:
  • sono venuti a contatto con uno scandalo a sfondo sessuale;
  • hanno fatto film, video o foto a luci più o meno rosse (in realtà non importa quanto);
  • sono entrati in un vortice di sesso, droga e basta;
  • in passato hanno utilizzato il Metodo Carmen Di Pietro**.
Il primo passo per l'attuazione di questo metodo consiste nella cura della propria immagine. Molto importante a questo proposito è smettere di lavarsi i denti, cosa che, in un breve arco di tempo, conferirà al vostro sorriso quel certo non so che di... giallino; fatto questo il resto vien da sé: basterà abbigliarvi intonando i vostri capi al giallore appena ottenuto, riuscendo sicuramente ad acquisire quel look che nel mondo dell'alta moda è detto "da suora laica".

A questo punto arriva il lavoro difficile. Tanto per cominciare stampatevi bene in mente la seguente frase che dovrete pronunciare lasciando trasparire una sensazione di lieve rimpianto, rimorso, pace e un pizzico di fanatismo:
Era un periodo difficile della mia vita, un giorno, mentre, fumando massicce dosi di crack, partecipavo a un'orgia organizzata in mezzo alla strada, vidi una chiesa e sentii una voce che mi chiamava, mi spingeva a entrare, la seguii e fu allora che la mia vita cambiò.
Imparata la frase siete giù a metà del vostro percorso, ora vi manca solo qualche viaggio a Međugorje (dove, è necessario ricordarlo, la Madonna appare su appuntamento) o, se volete spendere meno, a Pompei (solo che qui con le apparizioni vi dice un po' male) e vedrete che in un attimo raccoglierete i frutti del vostro impegno.

Chi ha seguito questo metodo prima di voi ha ottenuto la conduzione di una serie di trasmissioni a sfondo mariano su un canale televisivo nazionale, la pubblicazione di libri, interviste su interviste e perfino ruoli di rilievo in ambienti accademici.

IL METODO BELEN
Ecco, ora penserete tutti che si tratti di andare con Corona, farsi fotografare la farfalla e rubare i ballerini di Emma Marrone; ebbene no, cari saputelli, non è così che funziona: il metodo Belen consiste nel riprodursi, oppure nel non farlo.

So cosa sta frullando nella testa di molti/e VDP in questo momento:
"Ma come?! Io non mi riproduco da secoli e tu mi vieni a dire che anche una persona nella mia condizione può attirare l'attenzione di chi ignora totalmente chi io sia?"
Vi sembrerà strano, ma è proprio così che funziona.

Si sa che quella di una gravidanza è, sin dall'alba dei tempi, una notizia importante (come dimostra la copertina del numero di settembre di Novella24000a.C., che potete ammirare qui di fianco); proprio per questo i Laboratoires Belen hanno scelto di studiare un metodo per espandere il potere mediatico di una gravidanza ben oltre i nove mesi canonici.
La letteratura in merito è sempre stata fiorente (basti citare, come esempio, i noti casi di Randi Ingerman, Beyoncé o di tutte le puerpere over 40), per questo il lavoro di selezione e studio dei diversi casi è risultato assai ostico, tanto che, in un momento di massimo scoramento, il progetto stava per essere accantonato, ma, si sa, è proprio nei momenti difficili che arrivano le idee migliori; in questo caso la parola chiave fu "semplificazione". Si ripartì dalla richiesta principale: come far durare tanto una gravidanza? La risposta fu immediata: facendo sospettare di essere incinta, anzi, di "nascondere un dolce segreto" (cit.); sospetti che, successivamente, dovranno essere smentiti, fornendo altri momenti di notorietà, e instaurando una fonte inesauribile di fama.

E se per caso voglio arrestare per un po' questo circolo famoso? Basta fare veramente un figlio, in modo da avere un'arma capace di far parlare di sé solo nei momenti desiderati (e questo è quello che accade proprio ora in casa Belen).***

IL METODO MARÒ (dove marò non è l'abbreviazione di Maronna)
Questo è il più semplice, quindi potete usarlo anche se non avete voglia di faticare.
Maria Giovanna Maglie in una foto d'archivio
Prima di tutto partite per un Paese straniero, tipo l'India, per esempio; cercate un luogo in cui non si capisce bene a chi spetti giudicare i vostri misfatti e sparate a due pescatori (attenzione, sottolineo che dovete ferirli a morte).
Avete seguito questi semplici passaggi? Bene, ora siete famosi in patria, non passerà molto tempo che Maria Giovanna Maglie e alcuni stimatissimi politici italiani, si batteranno in favore della vostra causa mediatica, fornendovi visibilità a costo zero, totalmente ecosostenibile e rinnovabile, perché l'ambiente conta eh! Ma è col birillo che si fa strada! (semicit.)

E così si conclude la nostra guida per VDP; sperando che possiate farne buon uso e che questo 2013 vi porti tutta la fama che avete perso, vi saluto.
Ciao.

*questo suggerimento è da ritenersi valido a meno che voi non siate Loredana Lecciso, Andrea Roncato, Federica Moro, Natalia Estrada, Alessandro Greco, Simona Tagli o un partecipante qualsiasi di un'edizione a caso de La Talpa o La Fattoria. Le persone citate in questa lista devono considerarsi a tutti gli effetti caduti nel dimenticatoio.
**che consiste nel rifarsi le tette e, a un certo punto, andare in giro a dire che una o entrambe siano scoppiate. Il metodo venne in seguito migliorato da Francesca Cipriani, che dimostrò la possibilità di farsi le tette, farle esplodere durante la partecipazione a un reality, diventare valletta in un gioco televisivo condotto da Enrico Papi e tornare nell'anonimato in poco più di una stagione televisiva.
***nell'ultimo periodo alcuni studi internazionali stanno realizzando alcuni esperimenti che, in un futuro prossimo, potrebbero apportare cambiamenti più o meno significativi al metodo Belen.

sabato 20 ottobre 2012

cuccumella

A volte succedono cose che ti segnano, che ti fanno male. Cose che preferiresti tenerti dentro, che non vorresti far sapere a chicchessia. Cose di cui ti vergogni, che devono rimanere segrete e nascoste.
Bene, oggi ho deciso di smettere di nascondermi, perché non voglio più aver paura, non voglio vivere con l'ossessione che qualcuno sappia che... hoascoltatounprogrammaradiofonicocondottodaRudyZerbi (e da una tizia non meglio identificata).

Non mi sembra vero, ma l'ho ammesso.
Non era poi così terribile.
Ora mi sembra quasi di essere più leggero.

Mi sento così leggero che voglio raccontarvi con precisione cosa ho udito, ma prima, per permettere una più completa comprensione anche ai meno colti, vi beccate un breve riassunto della biografia di Rudy Zerbi.
Rodolfo Zerbi, meglio noto* come Rudy Zerbi, è il frutto del fortunoso incontro tra uno spermatozoo vagante di Davide Mengacci (ma R. questo non lo saprà fino a una certa età, credo) e l'ovulo di una donna. La sua carriera nel mondo dello spettacolo prevede le seguenti tappe: disc jockey, talent scout, insegnante di canto della scuola di Amici, giurato a Italia's Got Talent, presentatore radiofonico.
È pelato, ma se avesse i capelli li avrebbe rossi.
Un curriculum di tutto rispetto insomma!

Ebbene, accadde mentre guidavo che tale tizio, dai capelli potenzialmente scarlatti, si palesò alla radio, lo riconobbi immediatamente e pensai subito di cambiare frequenza, per questo lo feci; un destino infame volle che la stazione memorizzata subito dopo radio Deejay fosse tale Radio Radicale, stazione che in quel momento non trasmetteva il solito dibattito parlamentare a caso, cosa che avrei certamente preferito** al succitato wannabe redhead e alla squinzia al di lui fianco, ma un qualcosa che non ricordo nemmeno; la mestizia si impadronì di me e, con la coda tra le gambe, abbattuto dalla mia proverbiale pigrizia, ritornai sui miei passi pensando:
"Anche se presenta Rudy Zerbi, non potrà essere poi così male."
Mai pensiero fu più sbagliato.
Fu così che tra frasi di una banalità inenarrabile, pronunciate una dietro l'altra, battute che nemmeno "un uomo entra in un caffè. Splash!" è tanto vecchia e un mirabolante susseguirsi di scambi di finte frecciatine per nulla divertenti tra il "misogino" Rodolfo e la "vivogliobenetutti" Tizia, si scopre che il tema della puntata era la nuova edizione del dizionario Zingarelli.***
Essenzialmente il tema*** è stato trattato in questo modo: i due conduttori hanno letto a ripetizione questa notizia, tralasciando la parte riguardante il DVD e quello che segue. Questo cosa significa? Che l'ultima parola letta (all'incirca per sedicimillanta volte) è stata "cuccumella"; ora, poiché durante la diretta né Rudy né Cosa hanno dato la dfinizione di "cuccumella", e siccome io non sono un tipo che non vuole informare il proprio pubblico (cosa che fanno quei due lì), io, vi faccio notare la presenza di questa parola in due voci tratte da wikipedia: questa e quest'altra; e vi fornisco la definizione attribuibile al termine "cuccumella", con il significato che le era solitamente attribuito da mia nonna (e da molte altre persone da queste parti:
cuccumella [cuc-cu-mèl-la] (o cuccumetta) s.f., pop., region. (pl. -le)
generico recipiente da cucina assimilabile, secondo la situazione, a una pentola, un tegame o simili.
E con questa definizione chiudo il mio post, non senza prima aver ribadito la mia posizione in aperta polemica con Rudy Zerbi e la sua cultura del pressappochismo; dichiarando nuovamente che io sto dalla parte della divulgazione scientifica, quindi di gente del calibro di Piero e Alberto Angela, Licia Colò, Dora l'esploratrice e suo cugino Diego, Roberto Giacobbo, Raz Degan e Paola Barale, Melissa P. e, ultimo ma non ultimo, il tizio della pubblicità della simmenthal.
Perché un Paese senza cultura è un pel di carota senza capelli.
R. Pavone
*la uso, perché è una frase fatta, ma in cuor mio ritengo abbastanza azzardata l'idea di accostare le parole "Rudy Zerbi" e "noto", a meno che non ci sia un "tristemente" di mezzo.
**ebbene sì, ultimamente ho scoperto che mi piace sentire quanto e quanto male possano parlare Deputati e Senatori.
***Sottolineo l'importante innovazione introdotta da questo argomento mai trattato precedentemente.