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sabato 21 marzo 2015

la preghiamo di attendere

Attendere un nuovo computer, magari senza una scheda video fusa, e magari anche un minimo di ispirazione o, ma qui sto esagerando, il momento giusto per scrivere qualcosa.

E mentre tu attendi

Che poi, in realtà, quello che un po' mi manca non è tanto scrivere, quanto leggere. Per esempio, quando passo dalle parti di MrFord per vedere cosa si dice al cinema, mi viene quella sensazione strana, come quando dici a qualcuno "dai, allora una sera di queste ci vediamo" sapendo già che non succederà.
Non è imbarazzo, ma quasi.
Oppure quando leggo Polly (che adesso è anche Valentina) e, ogni tanto, vorrei scriverle qualcosa, ma niente, già con le minchiate che le dico su twitter ogni morte di papa (e, se andiamo avanti così, avoja prima che vedemo un altro papa morto) mi sembra di essere fin troppo invadente, quindi fate voi.
Pippe mentali? Probabilmente sì, però continuo a farmele.

Chissà se pure queste fanno diventare ciechi?

domenica 2 novembre 2014

un mondo di idee

Voi non potete capire, non potete proprio capire le cose che vorrei raccontarvi. Non potete capire, ve lo assicuro, perché non me le ricordo, quindi non saprei spiegarvele in alcun modo.

Parliamone: succede anche a voi di avere delle intuizioni geniali che vorreste condividere con il mondo? E succede anche a voi di dimenticarvene totalmente nel giro di un millisecondo?

Io sono particolare, me ne rendo conto... cioè, più che particolare direi... rincoglionito. Ecco, sì, sono rincoglionito e questo l'ho accettato, non fraintendetemi, non mi voglio lamentare del fatto che sono un demente, però mi chiedo se sia una cosa normale passare dal "questa cosa che ho pensato è bellissima e laggente devono saperla" a "ma che è che ho pensato?" nel tempo del battito d'ali di una farfalla (o, per chi vive dalla parte opposta della Terra, nel tempo del passaggio di un uragano).

Solitamente la risposta che do a questo quesito é: no, non è una cosa normale.
Poi, però, comincio a chiedermi se il fatto stesso che mi ponga certe domande parlando da solo non sia il sintomo di qualche disturbo mentale e allora, non sapendo dare una risposta a tale quesito senza continuare nel mio folle soliloquio, inizio a canticchiare la prima cosa che mi viene in mente e rimuovo il tutto.

Detto ciò, di cosa volevo parlare?
Boh, vabbè, vado a cena.
Ciao.

venerdì 20 settembre 2013

pisellòv



Avete presente la pubblicità qui sopra?
Cosa ne pensate?
Bella pubblicità, vero?
Una di quelle talmente belle che non si capisce cosa stiano pubblicizzando, però... però mi infastidisce, e non poco.

Mi infastidisce, perché questi qui, per pubblicizzare una compagnia che fornisce energia elettrica, ci definiscono tutti guerrieri, ebbene, io sono convinto che fare la spesa, prendere un treno, svolgere il proprio lavoro, andare a scuola o anche solo avere una piccola e stupida passione e metterci un minimo di impegno non è fare una guerra, non lo è e non lo sarà mai.

Mi infastidisce che si possa pensare che un treno sia un campo di battaglia, e mi infastidisce che nessuno si sia reso conto quanto fosse stupida questa metafora.
Sono decisamente ignorante in merito alle guerre attualmente in corso nel mondo, ma non ci vuole un grande sforzo di fantasia per pensare che proprio mentre io sono qui, a casa mia, che digito queste parole inutili, da qualche parte stanno uccidendo qualcuno a causa di una guerra, vera stavolta, qualcuno che molto probabilmente non è neanche un guerriero. Ora, mi domando, cosa farebbe di me un guerriero?

Probabilmente sto esagerando, anche perché capisco che volevano semplicemente trovare un modo per esaltare la quotidianità, però se penso che la pubblicità è comunicazione e che la comunicazione è fatta anche di parole, non posso credere che uno che di lavoro fa il pubblicitario, che è pagato per comunicare, non sia riuscito a trovare qualcosa di meglio.

A questo punto, caro creativo, sai cosa ti dico? Che te ce mannerei veramente in mezzo a 'na guera, poi vedemo quanno torni, se torni, si te va ancora de falla 'na pubblicità del genere.

venerdì 31 maggio 2013

fiorin Fiorello l'amore è bello vicino a te



E, dopo questa introduzione musicale, posso iniziare tranquillamente a parlare dell'argomento di oggi: Fiorello.

Riassunto delle puntate precedenti:
Nasce a Catania, fa l'animatore, conosce Cecchetto, esordisce in radio, si fa crescere il codino*, presenta il Karaoke, ha dei problemi di droga**, partecipa a Sanremo con una canzone di Max Pezzali e Mauro Repetto... e qui ci prendiamo una doverosa pausa di riflessione.



Si taglia i capelli, fa parte del cast della seconda Buona Domenica di Costanzo, per 110 giorni presenta il quiz televisivo che ci ha lasciato come eredità Filippa Lagerback, conduce svariati Festivalbar, pubblica addirittura un altro album poi sparisce per un po'.
Diventa amico di Marco Baldini (sì, quello che giocava), fa un programma in radio con lui, gli affidano la prima serata di Rai1, la gente lo guarda, glielo riaffidano, poi passa a Sky, dove finisce per fare una sorta di rassegna stampa che vuole essere divertente.

Ecco, è così che siamo arrivati a oggi; ed è qui che compare quella matassa di incertezza che avvolge un nocciolo di curiosità che racchiude un guscio di carta pesta ricoperta da un sottile strato formato dal miscuglio di abbondante colla vinilica, acqua e dubbio.

Un dubbio lancinante.
Un dubbio che non mi fa dormire la notte.
Un dubbio che genera un quesito.
Un quesito che non mi dà tregua e prosciuga tutte le mie energie.

Un quesito che devo assolutamente porvi:
Ma... ma chi c@##0 è che si k@ç@ ancora Fiorello?***

Voi ora mi direte che l'unico che lo fa sono io, ma vi assicuro che non è così: lo sto nominando solo per colpa di Vincenzo Mollica, che se non lo mette come chiusura di ogni puntata del suo famigerato Do Re Ciak Gulp, poi pare che muore.

Non è per cattiveria, ma non mi ha mai fatto ridere, lo trovo banale, mediocre in tutto, mi pare uno che deve sempre compiacerti facendo dello scontato la propria bandiera. Qualcuno ora potrebbe dire:
"E allora i fantastiliardi di spettatori che il sabato sera lo guardavano su Rai1?"
A parte che li vorrei proprio contare uno per uno questi fantastiliardi, ricordo, a chi volesse pormi questa obiezione, che è sempre valida la seguente equazione:
Rai1 + sabato sera = lamortecerebrale ( = Canale5 a qualsiasi ora di qualsiasi giorno dell'anno)
E sappiamo tutti che la matematica non è un'opinione (e siccome ho fatto pure tre rime, la mia argomentazione vale il doppio e ti dà anche il multiball).

Non so come mai non riesca a provare alcuna simpatia per Fiorello... no, in realtà lo so bene: è un animatore di villaggio turistico dentro ed io non sopporto gli animatori quando fanno gli animatori.

Ebbene sì, sono razzista.
È più forte di me.
Scusate.



*in realtà non so bene quando sia accaduto
**lo dice wikipedia, io non lo sapevo

giovedì 2 maggio 2013

salsola



I malpensanti* potrebbero cialis malpensare che il video appena mostratovi (perché lo avete visto, vero?) sia atto a rappresentare ciò che questo blog è cialis stato nell'ultimo periodo, per questo metto subito in chiaro che in realtà non è così... cioè, lo è, e i malpensanti fanno bene a malpensare, ma allo stesso tempo non lo è, perché non volevo dire questo, ma un'altra cosa; quindi, senza perderci in ulteriori chiacchiere inutili (per quelle ci sarà tempo), vado subito cialis a esporvi l'altra cosa.

Come avete potuto vedere da ciò che accade in casa Simpson (ringraziamo Marge e Homer per l'ospitalità), alcune volte ci sono cialis dei cespugli rotolanti che non rotolano sullo sfondo.
Mi spiego meglio, se uno sente la parola "salsola", a cosa pensa immediatamente? cialis Ma proprio subito subito, eh!
Io penserei di non sapere cosa voglia dire quella parola, annuendo fingerei di capire e, nel frattempo, cercherei sull'internèt cialis il significato di cotale parola ignota; una volta fatte queste operazioni, cialis fingerei nuovamente di sapere che si parlava di quegli arbusti che si vedono sempre, sempre secchi, rotolare sullo sfondo di un classico film western qualsiasi e, a questo cialis punto, penserei che si trattava proprio di quegli arbusti che si vedono sempre, sempre secchi, rotolare sullo sfondo di un classico film western qualsiasi.

Avete cialis notato qualche ripetizione? Lo so, a volte uso tecniche di scrittura fin troppo sottili, ma, rileggendo attentamente quelle cialis frasi piene di virgole qui sopra, vi renderete conto che ho ripetuto due volte la parola "sfondo", settordici volte la parola "parola", una volta un'intera frase cialis e poi basta con l'elenco, perché se comincio a contare tutte le mie ripetizioni è la fine.
Non ve ne eravate cialis accorti, vero? Ebbene, tra le tante ripetizioni, vorrei porre la vostra attenzione su "sfondo".

Ora, ricordando "sfondo" e ritornando al cialis video iniziale, si può vedere come un elemento che tipicamente ha un cialis ruolo di sfondo, attraverso la ripetizione e una rapida associazione di idee, riesce ad assumere un significato proprio che lo potrebbe facilmente elevare al ruolo di protagonista; e non c'è bisogno di battute, non servono spiegazioni: un cespuglio che rotola indica cialis la desolazione.

Facendo più attenzione, cialis però, si scopre che quel cespuglio rotola per un motivo, non si stacca dalle sue radici solo per fare una comparsata sullo sfondo di un classico film western qualsiasi: cialis fa tutto questo per disperdere i propri semi, lo cialis fa per garantire un futuro alla sua specie.

E se la nostra percezione cialis stereotipata del povero cespuglio cialis rotolante fosse del tutto inesatta?

Conoscendo le motivazioni che lo spingono a rotolare, cialis sembra quasi incomprensibile che questo cespuglio rotolante cialis incompreso e portatore di nuova vita sia associato alla desolazione...

...ma poi...

...siamo proprio sicuri che questi arbusti cialis si vedono sempre, sempre secchi, rotolare sullo sfondo di un classico film western qualsiasi?
Sapete citarmi cialis con assoluta certezza il titolo di un classico film western qualsiasi in cui, sullo sfondo, si vedono sempre, sempre secchi, rotolare questi cialis arbusti?
È veramente così facile vederli rotolare, sempre secchi, sullo sfondo di un classico film western qualsiasi?
In quel preciso classico film cialis western qualsiasi c'erano degli arbusti secchi che rotolavano?
E in quest'altro?

In poche parole, vi è mai capitato di sentirvi come un cespuglio secco di salsola che rotola sullo sfondo di un classico film western qualsiasi? Vi è mai cialis capitato di sentirvi sullo sfondo? Come se la vostra presenza fosse scontata? Come se il vostro ruolo avesse ormai cialis preso il sopravvento su quello che siete e fate veramente?

Ammetto che ogni cialis tanto mi capita e ammetto anche che un po' la colpa è mia, però alla fine penso che qualcuno che ha la voglia di cercare "salsola" c'è, e cialis allora va tutto bene, anche rotolare.

PS: cialis
PPS: in questo post sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali. Il discretissimo product placement è stato suggerito da alcuni commenti che potete leggere (io mi sono rifiutato) qui.

*coloro che abitano nelle vicinanze dell'aeroporto di Milano-cialisMalpensa.

lunedì 10 settembre 2012

cinquanta sfumature di boh

Una donna chinata su un letto con le spalle rivolte al pubblico.
Alcmena.
...
Alcmena!
...
Alcmenaaaaa!!!
...
Alcme', e che stamo a fà, 'r gioco der silenzio!?
...
Seh, vabbe', bonanotte! Tanto lo so che quando se tratta de rifà 'r letto, intajato da quel disgraziato de mi' marito dentro ar tronco de quer cavolo d'ulivo (ché lui ce tiene tanto a precisalla 'sta cosa, perché mica lo sa che 'sta corteccia me porta dentro casa più porvere e animali de quanti ce ne stanno in tutta Itaca, ma tanto chi pulisce so' io, a lui che je frega!), nun se fa mai vivo nisuno.

Che poi, scusate sa', ma nun me sò manco presentata e sto a fà 'a figura dâ peracottara.
La donna si volta.
Piascere, Penelope.
Sì, ce lo so che m'avevate già sgamato; oh, modestamente, c'ho 'na certa fama: "figlia di Icario e di Policaste (o di Peribea), moglie di Ulisse, madre di Telemaco, Poliporte e Arcesilao. Discendeva da parte di padre dal grande eroe Perseo (Icario era suo nipote) ed era cugina di Elena." e lo dice Wikipedia, mica l'urtima enciclopedia spuzzonita; e mo nun iniziate a dimme che Wikipedia non è affidabbile solo perché nisuno c'ha avuto er coraggio de fà 'na voce cor nome vostro, no, nun v'azzardate, perché tanto ce lo so che è soltanto che invidia. Che poi... Vabbè, v'o dico, ma solo perché sete voi: tutta qu'a storia de Icaro, de nun se sa bene chi è mi' madre... 'mbè, m'a sò 'nventata!

Io nasco a Roma, appena fori del raccordo, subbito dopo l'uscita che poi si la pij vai a finì a Tor Bella Monaca, tra la casa d'a pora Rosina 'a zozzona, che Zeus l'abbia in gloria, e quella del sor Caloggero, il lattaro... Eddai che avete capito, nun fate finta de gnente, quello che veniva da Palermo, che ha lasciato in Siciglia moje e tre pupi e che qui se la fa co' quella zinnona de' Mara la fîa della sora Maria, quella che c'ha il banco der pesce il marteddì al mercato, che dice che è fresco, ma si t'avvicini t'ariveno certe vampate de ammoniaca che levete... Vabbè, lasciamo perde.

Discevo che io nasco lì, mi' madre se chiama Inise, mi' padre nu' lo so, perché quell'anima pia de mamma, proprio come aveva fatto la pora nonna Orga a suo tempo, s'era invaghita de 'no Spagnolo, dice, e com'è, come non è, s'è ritrovata che daje e daje è rimasta incinta e lui è sparito; da questo capite pure come mai sia io che mamma c'avemo du' nomi che fanno tanto flamenco... o tango? Vabbè, uno de quei così lì do' sbattono i piedi per tera.

Mi' padre invece, vabbè, quello che mamma j'ha detto che era mi' padre, se chiamava Bruno e faceva il robivecchi; un giorno, mentre cercava quarcosa de vecchio da raccoje su pe' la spiaggia de Ostia, nun te trova Ulisse tutto 'mbriaco e mezzo fatto che momenti s'affogava a riva? E allora che fai? Nun je la dai una mano? Pare brutto, lo devi aiutà. Decide de portallo a casa nostra e je famo crede che la panza che c'avevo già da quarche mese nun era colpa de quello Spagnolo de cinecittà che fa i biscotti e parla co' le galline, ma sua... E questa deve rimané tra noi eh, che ve possino cecavve si lo dite a quarche d'uno! Ma poi a chi lo volete di'? Tanto già ce lo so che tra un par d'ore me rendo conto che sto a parlà da sola e che ve vedo solo perché pure oggi ho esaggerato co' lo xanax; che Era, Artemide, Atena e quella zozza de Afrodite benedicheno chi se l'è 'nventato!

Come? Me chiedete perché vado avanti a xanax? Signora mia, certo che lei nun sa proprio gniente eh! Cominciamo dall'inizio allora.
Eravamo in quel periodo dell'anno che a Ulisse je pia quella smania strana de annà co' le zozze, ma siccome se vergogna de dimmelo me se inventa sempre la solita scusa, fa la faccia seria e me dice:
- È scoppiata la guerra contro Troia ed è mio dovere combattere, mia amata Penelope.
A quel punto io, come al solito, je risponno ar culmine d'a disperazione:
- E io che te devo da fà? Si voi partì, parti.
E lui parte sempre, se fa il solito puttantur e dopo una mesata o due torna. Pure stavorta era annata così, ma dopo 'na decina d'anni che era partito, mentre che guardavo la puntata 3447268 de καλός, non me fanno un'edizione straordinaria del TGπέντε do' dicheno che stavolta la guera de Troia era vera, che avevamo vinto e che mi marito s'era 'nventato una cosa strana co' un cavallo che aveva fregato tutti? E io che me pensavo che j'avevano dato una tortorata pe' qualche fratta della Salaria! Insomma stavolta la guera era vera, era finita, staveno già tutti sulla strada de casa e io dentro al frigo nun c'avevo gniente.

Alcmena s'era azzoppata (ché era cascata sopra una buca dell'asfalto che stamo ancora in causa col comune, ma secondo me nun vedemo 'na lira), l'altre serve so' una più rincojonita de n'artra e a me de annà a fà 'a spesa nun m'annava pe' gniente; e allora ho tirato fori il vestito zebrato de microfibbra, me sò truccata come m'ha 'mparato Clio Meicapp e me sò messa a aspettallo pe' annà a cena fori e festeggià 'sta vittoria... ma avoja a te a' aspettà!

Calcoli, signora mia, che pe' ritornà da Troia, che se piî la tangenziale ce metti mezz'ora, lui c'ha messo diec'anni, e nun dico mica un nummero a caso: dieci prescisi prescisi! Me lo ricordo, perché quanno che ho sentito che era finita la guerra al TGπέντε, a καλός succedeva che Io e Zeus s'erano appena rimessi insieme, poi Callisto ha ammazzato Xena, Era voleva ammazzà Eracle, ma c'ha ripensato un par de vorte, perché ner frattempo Xena era resuscitata, Io e Callisto hanno deciso de fà un par de sforbiciate e quindi se so' messe 'nsieme, allora Zeus c'ha provato co' Xena, che però era tornata cattiva, quindi nemica de Eracle che, pure si era sempre la prova che Zeus aveva messo le corna a Era, a 'sto punto, stava dalla stessa parte della vecchia, ner frattempo hanno pure fatto tornà Sallispecchetra dalla vacanza intorno al monno... 'nsomma, tutte 'ste cose me le ricordo e sò sicura che sò diesc'anni.

Disceeee:
"E tu che hai fatto mentre che l'aspettavi?"
E che ho fatto? Gnente de che... le solite cose... annavo in giro pei centri commerciali a fà scioppinghe; spicciavo casa, perché si quello tornava all'improvviso e la trovava zozza capace pure che me piava a tortorate; invitavo qualche nobbile de qua 'ntorno, tanto pe' chiacchiera' co' quarcuno... certo, a' avello saputo che poi me se fermaveno tutti a vive qui, non li chiamavo pe' gnente, ma 'na vorta che ce stanno che fai? Li cacci? Nun poi, l'ospite è sacro!

E insomma, daje e daje, aspetta un giorno, aspetta un mese, aspetta un anno, questi me se sò messi a dì che Ulisse nun tornava più e che dovevo risposamme co' uno de loro... aprete cielo, me piasse un corpo si nun stavo tanto bene da sola! E allora pe' convinceli me sò dovuta pure mette a fà la scenata de quella dispiaciuta, de' quella che stava in lutto; un po' l'ho trattenuti, ma poi hanno ricominciato co' la storia che 'na reggina nun poteva stà da sola, che je ce serve un marito e allora me sò dovuta 'nventa' quella fregnaccia della tela, che nun ve ricconto che tanto ce la sapete tutti; nun potete capì quanto me ce rodeva a stà tutto 'l giorno a commatte a cucì e tutta la notte a ricommatte a scucì!

Che poi io, da regazza, avevo pure fatto un corso de tajo e cucito, ma ero così 'mpedita che me sbucavo tutte le mano e nun concludevo gniente, se pensate che alla fine dell'anno ero riuscita a cucì solo un fazzoletto, allora potete capì quanto me ce rodeva 'r... mhmmm... boccaccia mia statte zitta che ho fatto un fioretto a Poseidone e nun posso dì qulla parola che comincia co' la C. Volete sapé che j'avevo chiesto? Eh, nun se dice, che poi sinnò nun se avvera.

Ozzeus, ma guarda 'n po' che ora se so fatte, certo che lei signo' nun s'azzitta 'n attimo. Me faccia annà che devo fà da pranzo pe' quel vecchio rincojonito e pe' quell'altri tre che m'hanno fatto riempì de smajature... quant'ero bella da giovane, guardi qua, m'hanno rovinato! Li lascerebbe a diggiuno, li lascerebbe... ma lo sa no, core de mamma, come se fa a falli morì de fame.
Vado va che devo fà i sullpì e Alcmena sò cent'anni che ce provo a 'mparajeli, ma c'ha na capoccia che faccio prima a fà da sola.

Arivederci signo', alla prossima, un bascio ai pupi!

venerdì 31 agosto 2012

ho visto il cielo sul GRA

Succede che ti ritrovi ad osservare le stelle salentine o il sole che si spegne a contatto con le acque dell'Egeo, e vedi il cielo, un cielo dai colori insoliti, vicino al mare, visto dal tetto di una casa non tua; è lo stesso cielo di sempre, eppure diverso, come se lo guardassi per la prima volta.


Poi succede che torni a casa, sali in macchina e prendi il solito GRA, ti dirigi verso sud e ti trovi di fronte qualcosa che non ti aspettavi: il cielo. Anche lì c'è il cielo, un cielo diverso, dai colori tenui, mitigati dallo strato di smog e umidità, che passa da un celeste velato a un rosa appena distinguibile dal bianco, striato da due lunghe nubi grigiastre e appuntite che accompagnano una luna quasi trasparente, e guardando tutto questo, per la prima volta dopo tanto tempo, ti meravigli.

Arriva la tua uscita, metti la freccia, noti l'insostenibile limite di 40 km/h sulle rampe, guardi un po' più in là e vedi cinque raggi di luce arancione che si allungano da una nuvola scura dal contorno frastagliato e luminoso, una luce che ti sorprende e, nuovamente, ti meravigli del fatto che il cielo possa esistere anche a casa tua, in mezzo allo smog del raccordo, dove di solito vedi solo la fretta.

E... non so, mi ha fatto uno strano effetto, perché era tanto che non mi rendevo conto di cose banali come questa.
Tutto qui.

mercoledì 2 maggio 2012

saga della primavera - parte 0





È primavera, il calore del sole torna a farsi sentire, il silenzioso bianco pallore della neve è ormai solo un ricordo, sostituito da migliaia di allegri cinguettii, dal verde dell'erba e dalle infinite sfumature dei fiori. Gli animali escono dal lungo letargo invernale, l'aria si riempie di nuovi odori e... eee... eeeetcì!!! Appunto, nuovi odori, quindi vecchia allergia.

Per chi non lo sapesse, io sono uno di quei fortunelli allergici a determinati pollini, uno di quelli che quando arriva la primavera subisce una mutazione fisica temporanea: gli occhi si gonfiano, lacrimano spesso e volentieri; dal naso colano ettolitri su ettolitri di una sostanza semitrasparente e appiccicosa; la capacità di pronunciare alcune lettere viene meno e un semplice "ciao" si tramuta in un insolito "dgiao", seguito da una solerte e rapida sniffata atta a bloccare il flusso alabastrino poco sopra descritto.

Come risolvere questo spiacevole inconveniente? L'ideale sarebbe di eliminare alla radice, e parlo di radice in modo reale e figurato, questo problema, estirpando, vanga alla mano*, le fastidiose piante che scaturiscono queste eccessive reazioni fisiche, ma non si può, quindi la scelta deve necessariamente ricadere sulle soluzioni che la moderna industria farmaceutica ci propone: gli antistaminici.

Wikipedia ci dice che "un antistaminico è un farmaco di varia natura chimica che ha l'effetto di contrastare l'azione dell'istamina, uno dei principali responsabili delle manifestazioni allergiche.", io dico che un antistaminico è una cosa che uso, ma che non so quanto sia veramente utile. Dopotutto io gli antistaminici li prendo per anticipare una reazione allergica che non so se si presenterà, in base alle esperienze passate suppongo di sì, ma non lo so con certezza, inoltre gli antistaminici hanno effetti collaterali da non sottovalutare, primo fra tutti fanno venire sonno, tanto sonno, calcolando che di mio ho sempre sonno, potete immaginare con quale gioia possa vivere questo periodo di costante ispirazione comatosa. Comunque, a parte questo, non mi posso lamentare; certo, non respiro benissimo, mi pizzica il naso e, quando vado in giro, potrei tranquillamente sembrare un cocainomane, inoltre gira voce che ho iniziato a russare (e, dicono, anche forte), la fiacca me se incolla** e studiare in queste condizioni non è il massimo, ma va bene così.

Di buono in tutto ciò c'è che posso dire di aver ricevuto in dono una visione estatica, una visione che parte da un concetto in tema con la stagione e poi si espande come farebbe il cosmo di un cavaliere dello zodiaco in difficoltà a caso (alcuni direbbero Andromeda); spero di poter sviluppare questo concetto e di riuscire a parlarvene, ma chissà se ci riesco.

Intanto una piccola anticipazione:


E ora, siccome sono mancato per un po', vi do una giustificazione: studiavo per un esame e, alla fine, miracolosamente, l'ho superato (anche se con un voto che non mi entusiasma, ma chi se ne frega).

*ovviamente non la mia di mano, perché co' sta fiacca affitterei l'anno del mai.
**sono alquanto spossato.

giovedì 2 febbraio 2012

ma chi mi credo di essere

Oggi vi dico una cosa veloce, ma pregna di significato.
Dovete sapere che ultimamente ho scoperto alcune cose di me, ora credo di essere:
  • uno troppo infantile per la propria età;
  • uno troppo maturo per la propria età;
  • uno che non scrive o legge da un po';
  • uno che parla veramente tanto (e l'ho preso da mia nonna);
  • uno che non parla quasi per niente (e l'ho preso sempre da mia nonna, ma l'altra);
  • uno che ormai è diventato di bocca buona e si fa piacere ogni film che va a vedere al cinema;
  • uno che i prossimi film che vuole vedere al cinema sono: Hugo Cabret, I Muppet, Hysteria, Albert Noobs e Un giorno questo dolore ti sarà utile;
  • uno che già sa che alcuni di quei film potrebbero non piacergli, ma sa anche che troverà qualcosa che li salverà in extremis;
  • uno che "cacchio, oggi non ho concluso niente!", proprio come ieri;
  • uno che fa finta di no, ma la mediocrità la nota, avoja se la nota;
  • uno che vuole fondare l'Associazione Nazionale Onicofagi (ANO), si accettanno preiscrizioni;
  • uno che metterà qui sotto un'immagine a caso (ma non troppo) presa da qui.
Insomma, la cosa sconvolgente che ho capito è che sono uno, non due o tre, ma uno.

Wow!

PS: chi ha capito i link che ho messo su uno, due e tre (ammetto che questo è un po' forzato)?

martedì 3 gennaio 2012

mens insana in corpore boh

Sono tornato.
Siccome questi giorni sono stati giorni di vacanza, ho deciso di non fare assolutamente nulla.


E così, proprio per ribadire il concetto di esser vacuo, sebbene non fossi del tutto convinto, non mi sono opposto all'idea di passare la quasi totalità del primo giorno del primo mese del primo anno successivo al 2011 presso le terme Széchenyi.
Premetto che non sono un tipo da terme, soprattutto perché non mi piace troppo il caldo, ma questa volta mi sono dovuto ricredere, infatti, se all'inizio entravo a stento e per pochi secondi nelle piscine a 34°, alla fine della giornata mi sono ritrovato a passare dalla sauna a 80° alle piscine da 40° e 20°. Ho scoperto che in sauna non sudo molto, che la mia pressione non si abbassa tanto da provocarmi svenimenti o roba simile, che appena entrati nella sauna a 80° è molto difficile respirare, che la lingua ufficiale delle terme di Budapest è l'italiano e che posso diventare un campione di maratonda.


Sì, proprio un campione di maratonda, perché, dovete sapere, che in una delle due piscine scoperte di quelle terme c'è un... guardate la foto a lato. Vedete quel percorso circolare al centro della vasca? Ecco, all'interno di quell'anello ci sono dei getti che creano una forte corrente che ti trascina e ti permette di iniziare, a volte senza volerlo, la maratonda.
Insomma ci siamo messi a correre/nuotare in tondo, una cosa stupidissima, ma molto divertente; almeno fino a quando non è intervenuto un gruppo di ragazzi italiani che faceva da tappo, schizzava i maratondeti e urlava ogni volta che passava una ragazza.

Che tristezza.

Quando sono arrivati loro me ne sono andato io, perché hanno rovinato una meravigliosa manifestazione di sport e inutilità, una manifestazione che era ripartita grazie ai miei sforzi, perché quando sono arrivato io nessuno stava facendo la maratonda, era stato solo grazie a me e ai miei compagni di viaggio che quell'anello si era ripopolato, eravamo noi gli unici che faticavano correndo per quello stretto corridoio, non loro, che hanno rovinato tutto e hanno persino avuto il coraggio di affermare:
"Abbiamo rianimato le terme."
In sostanza, tutto questo era per dire che c'è brutta gente che gira per il mondo e quella brutta gente è italiana... e quella brutta gente sono anche io* :)

*ci tengo a precisare che alla vista di un gruppo di ragazzi italiani depilati come le parti intime di un'attrice porno e muniti di minislippini superiperaderenti evidentemente della taglia sbagliata, mi sono guardato e, per un momento, non mi sono sentito italiano.

giovedì 22 dicembre 2011

altro che i Maya

Ho provato sulla mia pelle le sensazioni* dell'iliaca Cassandra; il dono della profezia e la condanna a non essere ascoltati ti portano la nomina di iettatore e tu, con tuo sommo rammarico, sai di non poter fare nulla per impedire l'inesorabile scorrere degli eventi e la realizzazione della tua nefasta previsione.

Stolti, oh voi che non mi avete ascoltato, ora siete immersi in una trista valle di lagrime et parsimoniosa disperazione, e tutto questo perché non avete prestato orecchio alle parole pronunciate da queste mie screpolate labbra ormai quattro doppie coppie di settimane orsono. La punizione dei cieli sta per ricadere impietosa su di voi, poveri pazzi, ancora ignari di ciò che vi aspetta, ma verrà presto il giorno in cui vi pentirete di ogni scherno perpetrato nei confronti di chi, da saggio e inascoltato consigliere, cercava solo di salvarvi da fine certa.
anfora pestana del Pittore dell'Oreste di Boston (Vienna, 724 [261]).
Foto: Kunsthistorisches Museum Wien.


E oggi torno ad affermarlo con voce tonante, per la salvezza della vostra anima e per riaffermare il volere di una forza superiore a me, ma inferiore a quelli alti due metri, perché dovete aprire gli occhi e accettare che tra poco è Natale.

*no, Aiace Oileo non c'entra niente.

venerdì 16 dicembre 2011

lo Spirito del Natale presente

Parto subito alla grande con una cosa che sicuramente non sapete: c'è crisi.
Rincaro la dose: è Natale e c'è crisi.

"io, novello..."
Come conciliare la festa che ci fa spendere più soldi di tutte con la crisi?
Ecco qui che arrivo io, novello Spirito del Natale presente, a risolvere la giornata.

Sentirsi costretti a fare un regalo è già snervante di suo, se poi ci mettete la sopracitata crisi e il fatto che in questo periodo ogni negozio è stracolmo di gente e stravuoto di cose regalabili vendute a prezzi decenti; fare un regalo di Natale è un'esperienza terribile, da non augurare nemmeno ad Alfonso Signorini.

La mia soluzione nasce dall'antico adagio del
"basta il pensiero."
e ancora una volta la saggezza popolare ci viene in aiuto, ma non come pensate tutti, perché non basta fare un regalo orribile e poi tirare fuori questa frase fatta, no, ricordatevelo, NON BASTA! Perché se fai un regalo devi pensarci, devi conoscere i gusti del destinatario del regalo e fare il giro dei negozi per cercare il prezzo migliore, tutto ciò avendo sempre il terrore che alla fine non troverai quello che volevi veramente regalare.

Come utilizzare quindi questo antico detto a nostro favore? Semplicemente pensando a un regalo da non fare, quindi, il nostro pensiero per questo Natale sarà un nonregalo.
Per fare un nonregalo gradito ovviamente si devono conoscere i gusti di chi riceverà il nonregalo, li si deve conoscere e si deve pensare alla cosa che il suddetto ricevitore non vorrebbe mai avere in ragalo nella vita. Per fare un esempio, se avete un amico o un'amica convinto/a animalista, il nonregalo più adatto è una pelliccia fatta con qualche animale in via di estinzione, facciamo una pelliccia di panda, ecco, a questo punto sapete cosa nonregalare, il pensiero è fatto, ora dovrete solamente scrivere su un foglio di carta a caso una frase tipo questa:
"Avrei potuto regalarti una pelliccia di panda, ma non l'ho fatto, quindi questo foglietto ha lo stesso valore della vita di un panda, lo dono a te con tutto il mio cuore.
Buon Natale."
Ecco, adesso, per esempio, se siete amici di Marina Ripa di Meana, avete bello e pronto un nonregalo adatto a lei.

Ovviamente ci sono dei casi in cui è difficile trovare un nonregalo adatto, ma vi voglio dare un piccolo spunto per i nonregali più complessi:
"Potevo darti un calcio nelle palle e farti molto male, non l'ho fatto, questo biglietto ti ha risparmiato molto dolore; questo è il mio regalo di Natale per te.
Buone feste e felice anno nuovo."
E se qualcuno non apprezza il gesto, potrete sempre riprendervi il nonregalo e dargli un calcio nelle palle.

venerdì 18 novembre 2011

XXX orgy XXX

Ormai sappiamo tutti che le lumache ce l'hanno lungo, ma ci basta? Ovviamente no; per questo oggi andiamo a infilarci nella più grande orgia dopo il Big Bang*.
Lo so, state pensando che la mia definizione possa essere esagerata, ma sappiate che il numero dei partecipanti all'orgia può essere anche di 30000, no, dico trentamila, non tremila o trecento, ma trentamila.
Forse questo numero da solo potrebbe già spaventarvi, ma, se siete una donna, il peggio deve ancora venire, perché il rapporto tra maschi e femmine è all'incirca di uno a dieci, inoltre i maschi sono tutti provvisti non di uno, ma di ben due peni. Facendo un rapido calcolo possiamo supporre che ci sono almeno 20 peni per ogni donna, e questo vale per le sole fasi iniziali dell'orgia.

Forse siete abbastanza scombussolati da questi numeri, ma non voglio darvi il tempo per metabolizzarli, quindi vi mostro una foto esplicita (mettete a letto i bambini) dell'orgia in questione:


Loro sono serpenti giarrettiera e stanno facendo sesso.
Ora i numeri di partenza li conoscete, ma vi mancano alcune informazioni per comprendere pienamente la vita pericolosa della serpentessa giarrettiera e quella frustrante del 90% dei serpenti giarrettiera. Dovete sapere che queste i serpenti giarrettiera danno sfogo a tutti i loro istinti sessuali repressi appena sentono un po' di caldo; durante l'inverno cercano in luogo sicuro in cui dormire beatamente senza morire congelati, ma appena si rendono conto che il sole è abbastanza forte da poterli riscaldare decentemente escono dalle loro tane, si cospargono di protezione solare e aumentano la loro temperatura corporea fino a quando non gli viene in mente una cosa:
"Ma quanto tempo sarà che non faccio un po' di sesso?"
Si fanno due conti e decidono che è proprio ora di dare sfogo a ogni istinto represso.

Siccome il sole è uno per tutti, tutti i serpenti giarrettiera escono contemporaneamente dalle loro tane con l'ormone a mille, ma c'è sempre il serpente giarrettiera ritardatario**; in certe occasioni, se non hai sentito la sveglia, sai bene che per quando arriverai nella mischia, ogni pertugio sarà turato e addio al sesso. Cosa ti combina allora il sagace serpentello mezzo addormentato? Sapendo che i suoi simili sono talmente infoiati da non guardare in faccia nessuno, si improfuma da donna, si struscia con quanti più maschi possibile e si fa scaldare da loro; ovviamente si espone al rischio di finire infilzato da qualche doppio pene, ma si sa che tira più una squama di serpentessa giarrettiera che un carro di doppi peni; e poi lui è consapevole che a forza di strusciare gli altri maschi si stancano, e questo significa meno concorrenza.

Il nostro serpentone ritardatario è ormai bello caldo, ha sfiancato quelli che ci provavano con lui e parte alla ricerca di una serpentessa piacente, solare, disponibile, automunita, disposta a fare nuove amicizie... ma anche no. Mentre passeggia in mezzo a tanti doppi peni, adocchia da lontano una serpentessa con tutte le spire al posto giusto, certo, la competizione sarà seria, ma decide di provarci; si avvicina con fare elegante mette in mostra tutto il suo fascino, evita gli altri pretendenti, è quasi arrivato, dai che questa me la faccio, sento che questa è la volta buona e...

di colpo gli si ammosciano entrambi i peni.

Ecco, questo è quello che succede a un serpente giarrettiera quando incontra una serpentessa che si era già accoppiata. Perché, come spesso capita, il maschio si fida molto della sua compagna, ma sa anche che in mezzo a tanti peni potrebbe succedere di tutto, e allora la cosparge di una sorta di antiviagra a effetto immediato capace di fermare sul più bello anche il più rubizzo serpentello.

Insomma stavolta non era quella giusta, ma la ricerca continua, almeno fino a quando l'orgia non si trasformerà in un duello tra jedi a colpi di spade laser a doppia lama (ma senza laser e senza spade), che poi mica è detto che a quel punto finisce tutto eh!

Insomma, per farla breve, la vita di un serpente giarrettiera maschio è frustrante, molto frustrante, soprattutto se pensate che questi animaletti striscianti hanno rare possibilità di accoppiamento, due peni e nemmeno una mano.

In conclusione, sebbene l'idea di una mega orgia sia abbastanza affascinante, ho deciso che, sempre se i buddhisti hanno ragione, non vorrei mai reincararmi in un serpente giarrettiera.

*o era Big Gangbang? Una battuta che nemmeno Pippo Franco ai tempi d'oro.
**ovviamente una serpentessa non si pone il problema di arrivare tardi.

martedì 15 novembre 2011

toc toc

toc
Si usa, in genere iterato, per imitare il rumore dei colpi battuti su una porta da chi bussa

Oggi hanno bussato alla mia porta, o meglio, hanno suonato al mio citofono, e sottolineo che il citofono è rotto e quindi per capire chi aveva suonato sono anche dovuto uscire di casa...

-divagazione non necessaria-

Il mio abbigliamento in quel momento (che poi anche adesso è lo stesso):
  • pantaloni in tessuto acetato color puffo con tanto di bottoni laterali (tipo questi insomma, ma color puffo) risalenti a... non so quale era geologica, ma, calcolando che li ho bucati scivolando sul pavimento della palestra al liceo e che già all'epoca erano datati, direi che dovrebbero venire dritti dritti dal pleistocene;
  • maglietta gialla a maniche lunghe, colore... giallo quasi senape, anche lei munita di un dignitosissimo buco, che questa volta risale al secondo anno di università ed è stato provocato da un'affilatissima finestra in alluminio dallo spigolo "leggermente" pericoloso;
  • ciabattone dei Simpson color grigio, ho cercato un'immagine, ma non trovo quelle con il disegno che ho io, quindi niente.

-fine della divagazione non necessaria-

...dicevo che hanno bussato alla mia porta due tizi in giacca e cravatta che quando mi vedono mi incastrano* in una conversazione surreale chiedendomi se sono credente, alla mia risposta uno dei due dice:
"E posso sapere come mai?"
naturalmente, con la cortesia che mi contraddistingue dico:
"No."
Si capiva da un chilometro che erano qualcosa di molto simile a una coppia di euroconvertitori senza euro, ma non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte alla ghiotta occasione di ascoltare finalmente qualche vaneggiamento a sfondo religioso.

Non ricordo nemmeno come il tizio parlante** abbia introdotto l'argomento, ma sta di fatto che a un certo punto inizia a farfugliare qualcosa in merito all'origine della vita e all'evoluzione, mi chiede se non trovo strano il fatto che nelle scuole venga insegnata la teoria dell'evoluzione "proprio in Italia, che è un Paese cattolico" (per non allungare il discorso non gli faccio notare che in realtà lo Stato dovrebbe essere laico e che nelle scuole pubbliche si cerca di insegnare qualcosa che abbia un minimo di fondamento), gli faccio presente che quella dell'evoluzione è sì una teoria, quindi non una certezza, ma che è anche la teoria che oggi riesce a essere la più convincente, a quel punto lui mi chiede come faccio a dirlo e mi rendo conto che forse non aveva mai sentito parlare di resti fossili.

Alla parola fossili la conversazione vira bruscamente sulla ricerca del senso di tutto, e il tizio mi dice che non è possibile che la Terra e tutti gli esseri viventi esistano per puro caso, che deve esserci un motivo dietro a quello che vediamo intorno a noi. Probabilmente faccio un mezzo sorriso e poi inizio a storcere la bocca, dentro di me penso che sia un limite voler per forza trovare un senso al di fuori di noi, mi chiedo per quale motivo un omino buffo si stia sforzando di convincermi che non può bastarmi il fatto di esistere qui e ora, che devo necessariamente voler trovare un motivo alla mia esistenza differente dalla pura casualità.
Lo penso, ma non dico niente.

Non parlo, ma probabilmente la perplessità traspare dai miei occhi, perché l'omino buffo allora inizia a dirmi che esiste un modo per capire cos'è la vita, da dove viene e perché viene; in sintesi mi dice che nella Bibbia ci sono le risposte a ogni domanda, io ci tengo a puntualizzare che non la vedo proprio così. A quel punto lui mi fa un esempio parlandomi di un medico che per far capire a un suo paziente quale sia la malattia che lo colpisce deve parlare un linguaggio semplice; ok, sono d'accordo, ma gli faccio notare che procedendo per successive semplificazioni posso iniziare a intuire il succo del discorso, ma non capirò mai la sostanza reale, quindi tutte le certezze che mi andava sbandierando poco fa non erano altro che il riassunto del riassunto del riassunto di una storia scopiazzata da qualcuno che l'aveva scritta dopo aver sentito il racconto semplificato della versione stringata di quello che uno aveva forse detto a un'altra persona.

Non lo convinco del tutto, allora divaga nuovamente e cerca di farmi tornare a dire che se il mondo esiste ed è così com'è, c'è una mente pensante che lo governa. Io sarei curioso di continuare la conversazione per capire fino a che punto possa arrivare la sua convinzione, ma ho freddo, quindi decido di dire quello che penso, facendogli presente che se la Bibbia contiene tutte le risposte e l'evoluzionismo è meno convincente del creazionismo, allora mi sorgono dei dubbi quando si parla di 7 giorni 7 (che poi sono 6 se escludiamo quello di riposo); lui, tutto pimpante, mi inizia a dire che la Bibbia ci spiega che il tempo di Dio non è il tempo dell'uomo, potrei essere d'accordo, se non fosse per un piccolo problema: Dio ha separato il buio dalle tenebre, poi ha creato il sole, gli astri e la luna... quindi direi che un giorno inizia all'alba e dura tutto il tempo che il sole impiega per ritornare al punto di partenza, se Dio è saggio come il medico che usa parole semplici per spiegare concetti complessi quando dice "giorno" dovrebbe intendere "giorno", non era geologica; a questa mia opposizione risponde il tipo solitamente muto dicendomi che un giorno di Dio equivale a 1000 anni umani...


Gli faccio notare che 7 x 1000 = 7000, mi sbaglierò, ma forse, e dico forse, i conti non tornano.
Imbarazzo.

Si congedano dicendo che forse sarebbero tornati, devo ammettere che quasi quasi ci spero in un loro ritorno.

Ah, nel frattempo mi avevano tolto dalle mani l'opuscolo che mi avevano dato e me ne hanno affibbiato un altro che secondo loro conteneva delle informazioni di tipo scientifico, se riesco a trovare il tempo e la voglia di leggerlo vi illuminerò.
Dite che parto prevenuto?
Beh, avete ragione: parto molto prevenuto, pensate che credevo addirittura che i creazionisti fossero solo una leggenda metropolitana.

*della serie "cacchio ormai mi hanno visto, non posso nemmeno fischiettare con indifferenza e rientrare in casa".**l'altro è intervenuto solo un paio di volte e lo preferivo quando taceva, almeno in quella condizione sembrava meno convinto del tizio parlante.

venerdì 11 novembre 2011

altro che Laura Pausini

La data è palindroma, bifronte, un po' monotona, rara e tutto quello che vi pare; Laura Pausini incombe e ce lo ricorda ormai da questa estate per mezzo di cartelloni pubblicitari inquietanti;


probabilmente qualcuno ha detto che oggi finirà il mondo (è meglio o peggio della Pausini?), ma se gli asteroidi continuano a sfiorarci e le comete, pur di non entrare in contatto con noi, si lanciano nel sole, credo che non succederà nemmeno stavolta; potrebbe aprirsi un varco cosmico, ma potrebbe anche non succedere.

Spero solo che tutti questi pensieri inquietanti non vengano a trovarmi nel momento sbagliato, come quella volta che il fantasma del Natale passato entrò nella stanza di Scrooge mentre era su cam4.

E comunque ho la tosse.
E oggi è esattamente un anno, un mese e un giorno dal mio primo post.
E devo anche fare un esame.
Altro che Laura Pausini.

mercoledì 26 ottobre 2011

XXX porn for free XXX

Sappiamo tutti che ultimamente è stato diffuso in giro per internet il video di Belen e tutti sono impazziti: chi lo voleva assolutamente vedere, chi non riusciva a trovarlo e si struggeva di fronte alle versioni censurate, chi ne ha fatto un dvd e lo ha venduto su una bancarella, chi lo ha commentato dall'alto di anni e anni di esperienza; insomma, non ho ben capito perché, ma pare quasi che ultimamente ce l'abbia solo lei, oppure, non so, magari ce l'ha messa per obliquo... qualcuno sa dirmi di quanti gradi è inclinata?

Come? Dite che nessuno di voi ha visto il video?
Ci credo poco, ok, facciamo una cosa anonima: alzi la mano chi lo ha visto almeno una volta.
Bene, adesso la cosa mi sembra più credibile.

Ma torniamo al titolo del post, non è che io lo abbia messo solo per attirare visite di maniaci sessuali, ovviamente non vorrei mai attirare visitatori utilizzando mezzucci quali parole come "video hard Belen", "tutte le posizioni di Belen", "Belen che lo prende in ogni orifizio" e così via, no, non l'ho messo per questo, ma piuttosto per anticiparvi l'argomento principale del post: immagini porno gratuite per tutti.


La lumaca leopardo o grande limaccia grigia o Limax maximus è un mollusco gasteropode. Come tutte le lumache anche lei è ermafrodita, ma ovviamente ha bisogno di un'altra lumaca sua simile per riuscire a riprodursi. Praticamente i due invertebrati ermafroditi, quando hanno voglia di bunga bunga, producono un filo di muco a cui rimangono appesi, in quella comoda posizione iniziano ad arrotolarsi l'uno sull'altro (notate che adesso uso il maschile, perché sono passato dal chiamarli lumache a invertebrati), quando si sentono soddisfatti di questi preliminari rotolatori iniziano a far fuoriuscire i loro organi sessuali da quello che per noi potrebbe assomigliare a un orecchio, il resto è storia.

In questa pagina potete vedere alcune immagini osé dalle quali si può chiaramente capire che le lumache ce l'hanno estremamente lungo, mentre qui potete trovare delle immagini che potremmo definire di "nudo artistico".

In conclusione, perché oggi ho parlato di fare questo post? Perché adesso è ufficiale che le lumache lo fanno molto, ma molto molto molto più spesso di me (l'ho detto molto?).
Ora, noi sappiamo che loro sono esseri ermafroditi, e per questo quando per caso ho aperto e la pagina del mio profilo su google+ e mi sono visto di fronte la seguente possibilità

ho pensato seriamente di mettere "altro", poi ho chiuso tutto e non ho completato il mio profilo.

giovedì 13 ottobre 2011

cioè

A seguito di una gentile richiesta (ma modificando leggermente il tutto), ecco a voi il supermegaiper test stracult dell'autunno:

- CHE DONNA/ASSORBENTE SEI? -

Domanda 1:
chi ti somiglia di più?
A) Sailor Moon versione base
B) Sailor Moon versione principessa Serenity alata
C) Questa contorsionista qui
D) Sempre questa contorsionista qui, ma più alta
E) Sailor Moon con la Coppa Lunare

Il test sarebbe finito, ammetto che non mi sono impegnato molto.
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Maggioranza di risposte A: donna senza ali
La donna senza ali è coraggiosa e sprezzante del pericolo, è una di quelle che non si fanno mai prendere dall'ansia della perfezione, una donna dal comportamento vero e sincero, certo, questo la potrebbe portare a commettere degli errori, ma per lei non sono che piccole macchioline che si rendono necessarie se si vuole vivere una vita pregna dell'ebbrezza del rischio; alcune donne senza ali sono talmente amanti del rischio che quelle macchioline, a volte, non sono considerate affatto come difetti, ma fonte di vanto e superiorità.
Ricordiamo che la donna senza ali è stata ufficialmente dichiarata specie a rischio d'estinzione ormai da svariati anni.

Maggioranza di risposte B: donna con le ali
La donna con le ali è la più comune, potremmo dire che si tratti dell'evoluzione impazzita della donna senza ali, infatti, come la sua antenata, la donna con le ali ama il pericolo e le situazioni estreme, l'unico problema è che deve fare le cose più assurde nei momenti meno opportuni. Descrivere la donna con le ali a parole è un'impresa ardua, per questo andiamo ad agevolare un filmato che spiegherà il tutto in maniera chiara e completa:


Maggioranza di risposte C: donna o.b.
La donna o.b. è una donna apparentemente allegra, socievole e spensierata, ma questa è solo l'apparenza, perché nelle profondità del suo animo, la donna o.b., trattiene, nasconde e assorbe un enorme flusso (addirittura fino a sei goccioline) di delusioni, sconfitte e dolori.
La tendenza ad accumulare in silenzio le proprie sconfitte, in alcuni casi, porta portare a veri e propri cedimenti psicofisici, ma nella maggior parte dei casi questo non avviene, in quanto la donna o.b. ha studiato un metodo efficace per ovviare a questo annoso problema: alternare cicli di umore pessimo (cicli di assorbimento) a cicli di ragionevole felicità decrescente (cicli di accumulazione); i due cicli in questione hanno la durata di 14 giorni l'uno (all'incirca), il ciclo di assorbimento raggiunge dei picchi della durata di 3/5 giorni, in cui la donna o.b. risulta intrattabile, aggressiva e dall'umore quantomeno ballerino, in quei giorni la donna o.b. si rintanerà spesso (diciamo ogni 3/6 ore) in bagno in preda all'ansia, uscendone fresca come una rosa; gli studiosi ignorano cosa accada in quel periodo "balneare", ma raccomandano comunque alla donna o.b. di lavarsi le mani prima di allontanarsi da quell'oasi rigenerante.
Ricordiamo che una mania delle donne o.b. alle prime armi è quella di fare domande strane.

Maggioranza di risposte D: donna tampax
È una variante della donna o.b., ma più lunga, dai movimenti più scorrevoli e leggermente più complessa da comprendere. Apparentemente le due donne sono uguali, con la loro introversione e quel tipico cordino penzoloni, per questo, al momento, non esistono metodi scientificamente testati che permettano di distinguere con una sola occhiata la donna o.b. dalla donna tampax.

Maggioranza di risposte E: donna lunare
La donna lunare è schiva, pratica, economica, ecologica ed etica, o almeno questo è quello che dice di sé.
A causa dell'esiguo numero di esemplari esistenti al mondo e della loro proverbiale flessibilità, che gli permette di nascondersi in ogni minimo anfratto, abbiamo molte poche informazioni in merito alla donna lunare; possiamo affermare con certezza che si tratti di una donna che ama la meditazione, è proprio grazie al raccoglimento, infatti, che la donna lunare riesce a ovviare agli annosi problemi delle donne o.b e tampax: ogni donna lunare che si rispetti sa raccogliere i propri problemi, li analizza e, ogni 4/8 ore, se ne libera ritrovando la pace interiore.

PS: sappiate che questo post da simpaticone-pagliaccio è atto a nascondere tutti i miei grandissimi disagi.

giovedì 6 ottobre 2011

è uno di quei giorni che...

È uno di quei giorni che


In questo video la cara Ornella è veramente inquietante, ma si capiscono addirittura le parole che dice... e poi è talmente brava che anche quando non si capisce niente riesce a piacermi.

Dicevo... è uno di quei giorni che io scambio le persone.
La frase non è proprio corretta, quindi vi spiego il senso: ogni tanto mi accade di vedere degli sconosciuti e di scambiarli per miei amici, con l'unico particolare che gli sconosciuti in questione non assomigliano affatto ai miei amici. Fortunatamente mi rendo conto appena in tempo che non si tratta di chi credo e riesco sempre a trattenere quel saluto che sembra quasi arrivato a destinazione; che poi non so quanto si noti la mia mano che si ritira proprio a metà strada tra il saluto e il non saluto, ma sospetto che la risposta a questo mio dubbio sia "molto".
In ogni caso oggi sono riuscito a non salutare sconosciuti per tutta la giornata, ma, per compensare questa grave mancanza non ho riconosciuto una persona che poi tanto sconosciuta non era, insomma le solite cose che capitano a chi non è molto fisionomista come me.

È uno di quei giorni che scendendo dal treno senti l'odore del mosto e ripensi a quando sentivi lo stesso identico odore mentre correvi in bicicletta nel giardino di tuo nonno. E allora, mentre attraversi la strada, ti scappa anche un sorriso, e non pensi che chi ti vede potrebbe prenderti per scemo, anche perché sai che avrebbe potuto farlo anche se non ti fosse scappato quel sorriso.

E per voi? È uno di quei giorni che...

lunedì 3 ottobre 2011

piccola delusione di oggi

La piccola delusione di oggi non riguarda Vasco Rossi che vuole far echiudere nonciclopedia, perché Vasco Rossi non potrà mai deludermi più di quanto non faccia semplicemente essendo se stesso; non riguarda nemmeno il fatto che sto studiando, ma non capisco cosa; riguarda la piscina.

Sapevo benissimo che a ottobre la musica sarebbe cambiata rispetto settembre: avrebbero iniziato a rispettare gli orari, gli iscritti sarebbero aumentati e, di conseguenza, il superaffollamento delle corsie sarebbe diventato la normalità.
Lo sapevo, ma non pensavo che sarebbe stata una sensazione così terribile.

Che poi in realtà non è successo niente di che, solo che mi sono ritrovato in vasca con persone addirittura più lente di me, molto più lente di me, ma veramente molto, talmente tanto che alcuni non sapevano praticamente nuotare... che poi io non sono uno di quelli che vuole ammazzarsi in piscina, però rallentare così nettamente è troppo anche per uno che in un mese non è ancora mai riuscito a faticare sul serio.
Speriamo che la situazione migliori col tempo, altrimenti sarà solo una perdita di tempo.

E queste ultime parole mi fanno pensare che forse sto diventando uno di quelli che ho sempre odiato: quelli che vanno in piscina per nuotare.

La cosa mi spaventa... per caso avete notato qualcosa di nuovo nel blog?

lunedì 19 settembre 2011

chiamatemi ciellino


Ai tempi tel tio tenaro, tel relatifismo, tell'allontamento talla fete, il cenere umano infoca il soccorso ti un eroe per riconqvistare la lipertà. Finalmente arrifò Bert, l'infincibile re ciellino, forciato tal fuoco ti mille crigliate.
La lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti furono affrontati con inthomito coraggio da colui che, zolo, potefa cambiare il monto.*


Sono tempi bui per la chiesa cattolica: il Papa denunciato all'Aia, una massa di miscredenti che vuole fargli pagare l'ICI, la carenza delle vocazioni e i NAS che chiudono il limbo; questi sono i chiari segni di un attacco indiscriminato nei confronti della chiesa. Proprio in un momento del genere, in cui attaccare sarebbe facilissimo, ho deciso di ergermi a difesa dei cattolici valori quale estremo baluardo vaticanista, se dovessi perire nel raggiungimento di tale intento, ne sarà valsa la pena.

Sì, lo voglio comunicare pubblicamente: ho deciso di schierarmi apertamente in difesa della chiesa cattolica.
È stata una scelta sofferta la mia, scaturita da una repentina conversione sulla via del divano, avvenuta per intercessione di Tom Hanks.

Sono il primo ad ammettere che alcune volte la chiesa se l'è cercata, ma alcuni piccoli errori non possono e non devono cancellare quanto di buono è stato detto o fatto; sappiamo tutti che la perfezione non è di questo modo, ma quando si parla degli errori della chiesa tutti diventano intransigenti, come se, in questo caso, non potessero essere ammessi.

Qualcuno potrebbe dire che ci sono autorità ecclesiastiche che incitano alla discriminazione e all'odio con i loro discorsi, altri che le violenze sessuali nei confronti dei bambini, e il fatto che vengano nascoste, rinnegano tutte quelle belle parole che sentiamo ripetere da sempre; fino a qualche giorno fa la pensavo così anche io, ma mi sono dovuto ricredere di fronte all'evidenza logica e teologica di una semplice affermazione:
Il codice da Vinci è un film che nessuno dovrebbe guardare.

Penso che sia un'argomentazione inoppugnabile, per questo sto decisamente dalla parte della chiesa cattolica.

Adesso chiamatemi pure ciellino, se volete.

*da leggersi con la erre alla tedesca.