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lunedì 10 giugno 2013

Prancercise®

E così, inaspettatamente, mi ritrovo a osservare quel vuoto, quello spicchio mancante che una mano malferma ha tagliato, che uno stomaco non affamato sta digerendo.

Addio quasi un quarto di torta alle mandorle.

La tua vita è stata breve, ma il tuo sacrificio non è stato vano; una riflessione, ora, si fa largo nella mia mente, solo adesso riesco a vedere tutto con chiarezza: tra poco comincia l'estate e forse è il momento di smettere di prepararmi per il letargo invernale, perché, e questa frase devo stamparmela bene in mente,
non sono uno scoiattolo striato, non ho bisogno di accumulare grasso per sopravvivere all'inverno.
Anche se fossi uno scoiattolo striato, non dovrei comunque accumulare grasso, perché l'inverno è finito da un lasso di tempo non abbastanza piccolo da poter dire che sto cercando di rimettermi in forze, né talmente grande da doversi preparare ad affrontare quello successivo.

Insomma, sostanzialmente questo vuol dire che sto prendendo peso, ho già pronta la scusa ufficiale:
"Non sono grasso, è una disfunzione!"
E poiché la frase potrebbe essere vera, mi basterà non approfondire ulteriormente questo specifico aspetto della disfunzione di cui sopra, per poter poi essere in grado di autoconvincere di non mentire, anche se so bene come stanno le cose realmente: nun movo paja.*
Lo so, dovrei fare qualcosa, ma sono affetto da fiacca che me se incolla** e poi io e le palestre abbiamo avuto una discussione tempo fa, e non è solo colpa mia, anzi, hanno cominciato loro.

Ora, converrete con me che, posto che la torta di mandorle qualcuno dovrà pure mangiarla, non esiste soluzione a questo mio annoso problema, o meglio, non esisteva fino a qualche sera fa, quando mi hanno fatto scoprire il Prancercise®.

Che cos'è il Prancercise®?
"A springy, rhythmic way of moving forward, similar to a horse’s gait and ideally induced by elation"***
Chiaro, no?
No, effettivamente non lo è.
E allora lascio spazio alla cara Joanna Rohrback, creatrice di tutto ciò, che vi dimostrerà praticamente di cosa si tratta:



Non trovate che sia qualcosa di meraviglioso? Allora cosa aspettate?! Correte subito su prancercise.com per entrare in contatto diretto con la mitica Joanna! E non dimenticate di procurarvi qui le istruzioni necessarie a raggiungere l'eccellenza fisica e spirituale.

Fate come Thor, non fatevi scappare l'occasione di una vita.



Qualcuno dovrebbe assumersi l'onere e l'onore di organizzare un flash mob a tema.

PS: ringrazio xellhell per avermi introdotto ai misteri del Prancercise®.
PPS: l'esercizio può essere praticato anche da chi ha la barba.

*da qualche tempo non svolgo alcuna attività fisica che non sia strettamente necessaria
**vabbè, dai, questa l'avete capita
***parole di Joanna Rohrback che il traduttore di Google traduce come "Un elastico, senso ritmico di andare avanti, simile ad andatura del cavallo e, idealmente, indotta da euforia" (poi uno dice che usi l'internèt per fare le traduzioni)

venerdì 13 luglio 2012

riciclaggio

Era una calda giornata estiva, una di quelle in cui non succede nulla di nuovo: i turisti si inzuppano nelle fontane; una ex velina/letterina/schedina/letteronza/niente a culo di fuori; un ex tronista/calciatore/niente tocca il culo di quella di prima; Belen inizia una relazione seria e stabile, che si stima durerà 6,43 giorni; Valeria Marini in perizoma; Limiti che riesuma cadaveri* e li porta in tv; Totti e Ilary stanno al mare a Sabaudia... insomma, se non fosse per la Fico incinta che fa il test del DNA per vedere se il padre è Balotelli, tutto tranquillo e niente di nuovo.

Ma proprio niente di nuovo?

Ammettiamolo, nessuno lo vuole dire, ma non è proprio così che vanno le cose, perché un nuovo inquietante virus sta colpendo l'Italia tutta. Dopo la mucca pazza, l'aviaria, Gemma del sud** e il digitale terrestre, un nuovo inquietante nemico è alle porte, e quando dico porte intendo proprio porte: la raccolta differenziata porta a porta (vi avevo avvisato che quando dicevo porte dicevo sul serio).

È inutile nascondersi dietro un dito (a meno che il dito non sia l'alluce di Giuliano Ferrara, ovviamente), fare la raccolta differenziata non è facile; per esempio, chi mi sa dire dove va la busta del pane? E le etichette di carta delle bottiglie di vetro vanno tolte? E le posate di plastica dove vanno? E le etichette di plastica delle bottiglie di plastica?
Milioni di scienziati in tutto il mondo cercano la risposta a queste domande, nel frattempo milioni di famiglie medie si affidano al più classico e sicuro dei metodi:
Ambarabà ciccì coccò
tre civette sul comò
che facevano l'amore
con la figlia del dottore
il dottore si ammalò
ambarabà ciccì coccò!
Il problema è apparentemente risolvibile, se non fosse che, come succede in ogni teoria del complotto che si rispetti, questa raccolta differenziata porta a porta è in realtà la copertura per qualcosa di losco, di molto losco.
Ingenuamente molti potrebbero pensare che una Nazione, con la N maiuscola, debba tenere in massimo conto il rispetto dell'ambiente e che la raccolta differenziata è un modo attivo di dimostrare tale rispetto; beh, niente di più sbagliato! Questa è un'abile montatura atta a nascondere i reali piani di chi vuole diffondere questo ignobile mezzo: gli stalker.

Ebbene sì, è proprio la lobby degli stalker a premere tanto in favore della raccolta differenziata porta a porta, perché? È presto detto: volete mettere quanto gli semplifica la vita avere la spazzatura separata famiglia per famiglia? Per non parlare del fatto di sapere quando vengono ritirate determinate cose.
Vi faccio un esempio: voglio sapere cosa mangia solitamente Asdrubala, so che il martedì il giovedì e il sabato ritirano l'umido; nottetempo mi apposto davanti casa di Asdrubala, apro il bel secchietto dell'umido e mi informo. A questo punto voglio sapere in quale periodo del mese Asdrubala ha le sue cose; ancora più facile! Passo il mercoledì e il venerdì, che raccolgono il secco, do una sbirciata al contenuto del secchio e il gioco è fatto.

Ovviamente da questo ragionamento, che non  fa una piega, deduco anche che Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker siano al soldo della lobby degli stalker, ma quali paladine dell'antistalkeraggio!? Perché non combattete contre la piaga della raccolta differenziata porta a porta allora? Ma fatemi il piacere, siete solo delle vendute anzichenò!

Voi ora mi direte
Certo, sono tutti bravi ad attaccare gli altri, ma perché non proponi una soluzione tu?
E qui vi volevo, perché la soluzione ce l'ho! Grazie alla collaborazione con la strabiliante guerriera che veste all'americana che vado ora a presentarvi, ho potuto redarguire/redarre/redigere le istruzioni sul comportamento da tenere per difendersi dagli stalker della monnezza.
Signore e signori, ecco a voi Wendy Windham!

Ora io vi dice!
Si no voli che il maniaci di monnezzi faccia il porcaccione con vostri monnezzi, prendeti tutta la polonio radioattivi di casa vostri e buttateli un pochini in ogni monnezzi, così, dopo un po' di volti che la maniaco maniaca, diventa verde fosforiscenti, tu lo riconosci al buio, prendi il tua pistola da vera texani e gli spari proprio sulla ginocchia, così la maniaco vede tutte stellini e non torna più a guardari dentro vostre monnezzi!

E ricordate: coi consigli della Wendy*** dai maniaco ti difendi!

*e qui possiamo dirlo: la Daniela ha negato al povero Mike questa possibilità, certe cose, mi dispiace, ma non vanno fatte.
**Gemma dove sei finita? Torna, ti prego, torna!
***ringraziamo Topo Gigio per la collaborazione scientifica.

martedì 22 novembre 2011

consigli letterari

È un periodo di crisi (ma quanto mi piace ripetere le ovvietà che dicono tutti?) e questo lo abbiamo capito, ma, anche in tempi bui come questi che stiamo vivendo, non si deve assolutamente dimenticare la letteratura.

Sono anni ormai che ci dicono di leggere di più, ma non ci convincono, perché sono ancora in molti a considerare un libro come una spesa* superflua ed evitabile, uno sfizio, qualcosa di non necessario. A causa di questo atteggiamento diffuso, ho un'enorme paura che si possa iniziare a risparmiare proprio sulla cultura; per evitare che la grande letteratura italiana faccia una brutta fine, oggi ho deciso di parlarvi di tre grandi opere letterarie contemporanee.

Barbara d'Urso
Tanto poi esce il sole
So bene che non aspettavate altro dalla vita, se non il nuovo libro autobiografico di Barbarella nostra, sì, proprio lei, quella che ormai da qualche anno, sempre alla stessa ora, viene colta a chiacchierare amabilmente con il suo adorato pubblico dalle inattese telecamere di Mediaset.
Ammetto di non essere nemmeno riuscito a leggere tutte le righe della presentazione che compaiono sul sito dell'editore, ma penso che un'opera di tale interesse non possa passare inosservata, quindi accattatevill', che Carmelita nostra è tanto brava, bella buona.
Di certo questo libro ha un pregio: non immagino un modo migliore per buttare 18 €.

Editore: Mondadori
Anno: 2011
Collana: Ingrandimenti
Pagine: 180
Formato: 14,0 x 21,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 18.00 €
ISBN: 978880461386

Luca Zanforlin
Denise la cozza
E così, in netto ritardo su tutti i fronti e copiando in maniera imbarazzante (ma state tranquilli che lo ammette anche lui eh) Ugly Betty, che oltretutto è la versione americana di Yo soy Betty, la fea (che ogni tanto guardavo), e quello sì che era un capolavoro; arriva sugli scaffali anche il nuovo libro di Luca Zanforlin, che sarebbe quel tizio che fa il maestrinosottuttoio nella mitica scuola di Amici (sappiate che guardo anche Amici). Insomma, dopo le precedenti fatiche letterarie, dove in pratica si prendevano pari pari i vari intrecci amorosi che si andavano creando tra gli allievi della scuola meno scuola d'Italia, li si mischiava e si davano a tutti dei nomi di fantasia, tipo che se ti chiami Mario ti facevano diventare Dario; Zanforlin riesce finalmente a scrivere una storia originale... ah, no, è vero, stavolta ha copiato dalla copia della copia di una telenovela colombiana, ma non fa niente, perché i grandi possono anche prendere spunto da idee altrui, ma la loro mano si vede sempre, è quella che fa la differenza.
Ah, io non ho avuto il coraggio, ma se volete potete leggerne gratuitamente un capitolo, se trovate le 9 piccole differenze che fanno di Luca Zanforlin un grande avvisatemi.

Editore: Mondadori
Anno: 2011
Collana: Arcobaleno
Pagine: 204
Formato: 14,0 x 21,5
Legatura: brossura con alette
Prezzo: 16.00 €
ISBN: 978880461303

Bruno Vespa
Questo amore
E puntuale come i dolori che deve sopportare una persona affetta da una grave forma di malattia emorroidaria nel momento in cui si ritrova a defecare, anche quest'anno il Vespone nazionale ha tirato fuori il suo bel libro, oddio, bello non lo so, ma lui dice**:
"Vorrei aver scritto questo libro molto tempo prima. Avrei imparato a conoscere meglio gli uomini, le donne (soprattutto) e la vita."
 Non so se le donne a questo punto sono felici di sapere che Bruno abbia finalmente scritto questo libro, ma ormai è successo e ve lo tenete, magari cercate di non stargli troppo vicino, se non vorrete cadere vittime di quel faccino un po' così, di quel fascino da mascalzone, di quell'aria furbetta o di quell'alito che stranamente odora di... come dirlo in modo raffinato? Quella cosa che faceva al bagno quello di prima, la persona con la malattia emorroidaria.
E così, sono passate un sacco di righe e non vi ho ancora detto di cosa tratta il libro; in realtà volevo farvi un plastico per presentarvelo più agevolmente, ma siccome anche stavolta potete leggere gratuitamente un capitolo di questa meravigliosa opera, lascio a Bruno quel che è di Bruno.

Editore: Mondadori
Anno: 2011
Collana: I libri di Bruno Vespa
Pagine: 360
Formato: 14,0 x 21,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 19.50 €
ISBN: 978880461370
________________________________________________

Per non lasciarvi con l'amaro in bocca, ma pur sempre rimanendo in tema, vi posto il video di una fantastica versione d'epoca della canzone che, nella versione di Yolanda Rayo, compare come sigla di Yo soy Betty, la Fea:


*che poi esistono anche le biblioteche, ma facciamo finta di niente.
**parlare di un proprio libro è come parlandosi addosso?

lunedì 7 novembre 2011

viversani et cetera

Siamo quello che mangiamo.
Una frase che tutti hanno sentito almeno una volta nella vita, ma che spesso lascia il tempo che trova. Come dicevo anche in occasione di Halloween, ormai mangiare significa semplicemente fagocitare quantità enormi di cibi poco salutari; la cultura del cibo che ha caratterizzato per secoli il nostro Paese viene lentamente, ma inesorabilmente, soppiantata da modelli culinari che fanno riferimento a culture, popoli e climi differenti dal nostro.

Avendo preso a cuore questo problema ho deciso di ispirare con il mio comportamento le generazioni future, per questo, da bravo cultore del cibo sano. Sono consapevole che molti invidiano la mia forma fisica, quindi oggi vi voglio regalare alcune semplici regole da seguire per mangiare in modo sano, proprio come faccio io!
Partiamo con la lista delle cose che non mangio nemmeno sotto tortura:
  • il pesce e ogni essere vivente che abbia come residenza l'acqua, fatta eccezione per il tonno, ma solo se è stato allevato e cresciuto in scatola, perché la scatola gli conferisce quel sano gusto metallico che riesce a coprire quello del tonno (ci tengo a precisare che non mangio nemmeno i bastoncini di pesce);
  • i vegetali di svariati tipi, in generale mi piace dire che non mangio cose verdi, fatta eccezione per i piselli;
  • i funghi, che non sopporto anche come "persone", perché sono talmente asociali da essersi inventati un regno a parte solo per loro... e lo fanno solo per darsi un tono, non c'entra niente la storia del non è cane, non è lupo, perché in quel caso mi sarebbero stati simpatici;
  • l'abbacchio;
per pareggiare i conti e rendervi totalmente informati ecco la lista di alcune cose che invece mangio, o ho mangiato, senza gravi conseguenze:
  • le lumache (che poi in realtà mangio le chiocciole, ma le chiamo lumache), che però capita di mangiare di rado, perché la caccia alla lumaca è un'attività assai pericolosa e ormai i coraggiosi che si dilettano in tali imprese sono rari come i neuroni di Amadeus;
  • le rane, queste le ho mangiate solo una volta, per la precisione ho mangiato le cosce, erano fritte e me le avevano presentate come "pollo"... ero troppo piccolo per capire che anche loro erano troppo piccole per essere di pollo, ma mi sono piaciute, quindi chi se ne frega da dove venivano;
  • i rigatoni co' la pajata, se non lo sapete, vi spiega lui cosa sono.
Lo so, state iniziando a sospettare che le mie abitudini alimentari non sono proprio delle più sane (so anche che alcuni di voi hanno pensato a probabili doppi sensi nascosti nella lista delle cose che non mangio), per dimostrarvi che i vostri sospetti sono più infondati che mai vi presento una lista poco dettagliata degli ingredienti* del panino alto 20 cm che ho mangiato tre giorni fa e che ho finito di digerire... mai:
  1. pane;
  2. insalata;
  3. pomodoro;
  4. un miscuglio imprecisato di salse;
  5. hamburger**;
  6. una tonnellata di formaggio fuso***
  7. bacon;
  8. pane;
  9. insalata;
  10. pomodoro;
  11. il solito miscuglio imprecisato di salse;
  12. hamburger**;
  13. una tonnellata di formaggio fuso***;
  14. bacon;
  15. pane.
Tornato a casa ho sentito che lo stomaco era un po' sovraffollato, per questo ho deciso di aprire la busta blu da 200 g di M&M's (devo ammettere che sono meglio quelle nella busta gialla, ma anche queste blu le ho finite eh!) e di mangiare un Bacio Perugina al cioccolato bianco; il Bacio mi ha detto la seguente frase:

Il brivido di meraviglia è dell'uomo la parte migliore.
The thrill of wonder is the best part of men.
J. W. Goethe
Ok, siamo quello che mangiamo, probabilmente io sono sorridente, rosa e a spirale, ma se l'alternativa è rimpinzarsi di quintali di yogurt per diventare come Rosanna Lambertucci...
Lambertucci in yogurt su letto di fermenti lattici e divano a fiori
benvenuto colesterolo!

*ve li presento dal basso verso l'alto.
**ma non come quelli del McDonald's, che sono minuscoli, questo era altro quasi 3 cm e aveva un diametro che sfiorava i 15 cm.
***dicevano che doveva essere Cheddar, ma era troppo rosa, quindi non oso immaginare che cosa potesse essere.

martedì 1 novembre 2011

ˌhæləʊˈiːn

Ieri sera, mentre mi accingevo a raggiungere la piscina con fare tra il baldanzoso e il dinoccolato, mi sono reso conto che era Halloween [ˌhæləʊˈiːn]: orde di demoniaci bambini vagavano per le strade con aria famelica e spaventevole, orde che ai miei tempi non si palesavano in alcun modo, perché ai miei tempi questa festa era relegata a una fugace ed effimera apparizione nello speciale di Halloween dei Simpson, e nulla più.

Insomma è arrivata nuovamente la notte di Halloween e, puntuale come ogni anno, io me ne sono dimenticato.

Solo un anno fa mi ero ripromesso che stavolta mi sarei ricordato e che mi sarei addirittura mascherato (avvenimento più unico che raro per me), invece niente, non riesco proprio a ricordarmi di questa festa. Ho deciso di interpretare questa mia amnesia selettiva come un chiaro segnale divino: QUESTA FESTA NON S'HA DA FARE!
l'ultima frase me l'ha suggerita lui
E così, novello Giovanna D'Arco, mi accingo a partire per la mia crociata* contro Halloween esponendovi LA motivazione per cui non vale la pena festeggiare Halloween: 
perché quando ero piccolo io per mangiare caramelle fino alla nausea (e io ho un livello di sopportazione molto alto in questi ambiti) dovevi aspettare il 6 gennaio.
Mi sembra una motivazione più che sufficiente, infatti, se sono stato svantaggiato io da questa americanizzazione ritardataria, devo scaricare la rabbia su qualcuno e, in quanto brutta persona, mi scarico vendicandomi su questa generazione di bambini che può liberamente strafogarsi di caramelle.

[e da qui inizia la paternale atta a convincervi delle mie ragioni]

Genitori moderni, mi rivolgo a voi, ma non avete a cuore la salute dei vostri figli? Non sapete che mangiare una dose eccessiva di caramelle è altamente nocivo per la salute dei vostri figli? Non sapete che la percentuale di bambini obesi negli USA è... non lo so quanto, ma alta? E secondo voi perché? La colpa è evidentemente delle caramelle di Halloween.

[la paternale si trasforma in una teoria del complotto alla Mistero]

Forse è un caso che questa festa obesizzante sia arrivata in Europa proprio dalla lontana America, come è un caso che la bandiera Americana sia ricoperta di stelle, identiche a quelle dei pan di stelle, e cosa sono i pan di stelle se non dolci? Probabilmente queste sono solo coincidenze, ma non è strano ritrovare nella bandiera di una nazione che esporta feste dolciarie un chiaro riferimento a dei biscotti? Dei biscotti che oltretutto sono molto buoni? Biscotti che se ne apro un pacco da mezzo chilo è facile che quello stesso pacco non arrivi a vedere l'alba del giorno successivo alla sua apertura?
Ma no, sono solo semplici e stupide coincidenze: la nostra cultura non è a rischio; i nostri bambini non sono giornalmente esposti all'influsso di una nazione che vuole farli diventare precocemente obesi; gli USA non sono una repubblica federale fantoccio governata nell'ombra dalla famigerata famiglia che vive nel mulino bianco; le caramelle di Halloween non sono dannose e, soprattutto, va tutto bene così, siamo noi a decidere del nostro destino e della salute dei nostri figli, nessun altro... o forse no?

la bandiera che gli USA ci tengono nascosta
[ora la butto sul patetico]

Sì, ok, la teoria del complotto non regge (anche se la famiglia del mulino bianco è famigerata sul serio), però, vi prego, fatelo per me: non fategli fare dolcetto o scherzetto, non fatemi sentire inferiore solo perché io non ho potuto farlo, solo perché sono nato in quel decennio totalmente sbagliato che sono stati gli anni '80 (anche se sono convinto che sarebbe stato bello avere l'età che ho adesso negli anni '80), non merito un trattamento simile solo perché quando ero piccolo io in tv esisteva ancora Alf, e che cacchio!

[fine della paternale/teoria del complotto/richiesta patetica]

Che dite? Vi ho convinto a non festeggiare Halloween? E a non mandare in giro i vostri eventuali figli a fare "dolcetto o scherzetto"?

Ah, se non ci sono riuscito e fate una festa, il prossimo anno invitatemi, così non mi dimentico che è festa.
Buona fine della festa di Ognissanti e buon Día de Muertos in anticipo a tutti quanti!

*lo so che Giovanna non ha partecipato ad alcuna crociata, ma ci stava bene lo stesso.

sabato 29 ottobre 2011

una valida alternativa al lavoro

In questo preciso periodo storico uno dei problemi più seri ed evidenti è quello del lavoro che non si trova, se lo si trova di certo non è a tempo indeterminato e, quando miracolosamente è a tempo indeterminato, il rischio che possa finire da un momento all'altro è sempre in agguato (soprattutto ultimamente).
Come risolvere questa difficile situazione?

Ebbene, dovete sapere che, dopo lunghissime e dolorose riflessioni, ho finalmente trovato una soluzione pratica e indolore che renderà tutti facilmente felici. Ho dovuto affrontare difficili prove per raggiungere l'illuminazione, ma ne è valsa la pena, perché finalmente ho trovato soluzione al più grande problema dell'Italia contemporanea

#rullo di tamburi#

loro salveranno l'Italia:


No, non sto parlando nel particolare di Raffaello Tonon, Tina Cipollari e Alfonso Signorini, ma di quello che loro rappresentano.
Il mio ragionamento parte dall'ovvia considerazione che per risolvere i problemi riguardanti il lavoro si deve necessariamente abolire il lavoro stesso; ma come riuscire ugualmente a portare a casa la pagnotta?

Dopo estenuanti sessioni di zapping sono finalmente giunto a una conclusione: l'opinionismo ci salverà.
Ditemi voi se esiste un modo per guadagnare, a volte anche bene, senza fare assolutamente nulla che sia anche solo lontanamente assimilabile a un lavoro?

Insomma la soluzione è una e una sola: diventare tutti degli opinionisti, ma come fare? Per aiutare i meno portati per questo "lavoro", ho deciso di rendere pubbliche le sei regole d'oro del bravo opinionista:
  1. avere sempre un'opinione su tutto;
  2. fare in modo che l'opinione in questione non sia mai la propria;
  3. dire quello che la gente vorrebbe sentirsi dire o esattamente il contrario*;
  4. concordare in tutto e per tutto con il presentatore di turno o iniziare a insultarlo*;
  5. infervorarsi almeno una volta ogni quattro puntate, in modo da ricordare al pubblico di esistere;
  6. NON INIMICARSI ALCUN POLITICO.
Seguendo queste semplici istruzioni potrete arrivare ad accaparrarvi uno stipendio semplicemente rimanendo seduti in uno studio televisivo qualunque; per i più fortunati potrebbe arrivare anche la promozioni a "conduttore totalmente inutile e odioso", cosa accaduta, per esempio, a Pierluigi Diaco, di cui abbiamo una serie di diapositive montate in rapida successione e accompagnate da una traccia audio


A questo punto credo sinceramente di meritarmi almeno un Nobel per l'economia, il titolo di senatore a vita (con annessa superpensione) e un'auto blu qualunque; dopotutto ho trovato LA soluzione.

*dipende da quale tipo di opinionista volete essere: nel primo caso potrete aspirare a una modesta, lunga e duratura carriera; nel secondo a ottenere ingenti guadagni nel giro di poco tempo, ma si sa che chi brucia in fretta dura poco.

domenica 23 ottobre 2011

perle ai posteri


Alcune fonti attendibili* mi dicono che lo stipendio mensile medio di un giocatore di serie C1 sia di circa 5000 €, mentre per la serie C2 si viaggia sui 3000 €.
Ci tengo a precisare che a me il calcio non piace, non è mai piaciuto e in futuro potrebbe iniziare a piacere, ma ci credo poco.
Narrano che, da bambino, quando mi trovavo tra le mani un pallone... no a calcio si gioca con i piedi... narrano che, da bambino, quando mi ritrovavo tra i piedi un pallone, riuscissi a calciarlo con una discreta potenza, un innato tempismo e senza alcuna capacità di conferirgli una traiettoria precisa, piuttosto mi limitavo a immaginare una forbice di ampiezza variabile di probabili direzioni auspicabili; insomma ero mediamente portato. Se a quanto appena affermato aggiungiamo che correvo tranquillamente alla velocità dei miei coetanei che si allenavano ogni giorno, anche se il mio massimo sforzo era (ed è ancora oggi) quello di riuscire a fare zapping con un telecomando decisamente troppo malconcio perché tutti i tasti possano funzionare correttamente, ci rendiamo facilmente conto che, con un impegno non eccessivo e un po' di sacrificio, magari avrei anche potuto rischiare di finire in serie C2.

E invece no, perché evidentemente ho delle gravi deficienze mentali che mi hanno impedito di comprendere quello che era, ed è, evidente. Per questo motivo, e per facilitare la vita a tutti quei poveri pargoli con i miei stessi deficit di comprensione, ho deciso di esprimere il seguente concetto, che potrebbe essere quasi considerato un assioma da stampare nella mente di ogni piccolo nuovo nato:
è decisamente meglio guadagnare uno stipendio alto correndo dietro a un pallone qualunque, piuttosto che svegliarsi ogni mattina prima dell'alba, viaggiare su sovraffollati mezzi di fortuna per chilometri e chilometri, entrare a contatto con odori che farebbero impallidire anche lo spogliatoio più sudaticcio del mondo e ritrovarsi a fine mese con le fatidiche pezze al culo.
E ho appositamente tralasciato che mettersi con la velina di turno (ovviamente ogni categoria ha la sua di velina, se giochi in serie C2 potrebbe anche capitarti Antonella "La Pizzicarola") potrebbe essere un'esperienza da non sottovalutare.

Devo dire che, adesso che ho condiviso un po' della mia saggezza con l'umanità intera, mi sento una persona meglio.
Andate, moltiplicatevi e diffondete la mia parola.

*la risposta di Giuseppe (chi?) a una domanda su Yahoo! answers e la sezione sport del forum di ilMeteo.it