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domenica 22 luglio 2012

inesauribile Mutismo

Da che mondo è mondo, c'è sempre stato qualcuno che ha cercato un modo per diventare immortale; personalmente al momento non ci penso molto, ma magari qualcuno di voi vuole provare, quindi ho deciso di facilitarvi il compito facendo un rapido elenco dei metodi noti per riuscire in tale impresa:
  1. Trovare la Fonte della giovinezza; vi do un aiutino e vi dico che, secondo gli studi più recenti pare trovarsi in Florida... o in Etiopia... o nel centro della Cina... insomma in un posto a caso.
  2. Deridere e riuscire a farsi maledire da Gesù mentre porta la croce; ok, lo ammetto, per riuscirci dovreste prima inventare una macchina del tempo, ma non avevo mica detto che era facile diventare immortali.
  3. Mangiare carne di sirena (ma solo se venite dal Giappone).
  4. Far innamorare Eos. Ah, Titone mi suggerisce di ricordarle di chiedere a Zeus l'eterna giovinezza, non la semplice l'immortalità, a meno che non vogliate diventare una cicala, ma questi sono gusti.
  5. Farsi reclutare da D'Hoffryn e diventare un demone della vendetta.
  6. Trovare o fabbricare la pietra filosofare dalla quale ricavare un elisir di lunga vita a caso; certo, se l'elisir di lunga vita lo sapete fare con le istruzioni di Benedetta Parodi va bene lo stesso... contenti voi...
  7. Trovare il Graal, che secondo Indiana Jones si trova nelle vicinanze di Alessandretta.
  8. Trovare un vampiro a caso da cui farsi mordere. Lo so, lo so, ultimamente girano solo vampiri alla Tuailaitt, e per farsi mordere da uno di quelli ce ne vuole di coraggio... ma quanto sono inutilmente emo quei cosi?
  9. Tramutarsi in silicone pensante, sulla scia dei recenti studi portati avanti dal CHER di Las Vegas; sappiate però che non garantisco sull'efficacia di questo metodo, in quanto ancora in fase di sviluppo.
Molti di voi adesso staranno sbuffando, perché sono tutti metodi che non assicurano niente e che prevedono troppa fatica, ricerche, conoscenze di esseri sovrannaturali vari e altre cose difficili insomma; effettivamente è vero, però non vi ho ancora parlato dell'ultimo metodo per raggiungere l'immortalità: il metodo Ornella Muti
Questo innovativo ma alquanto semplice metodo, si basa su approfonditi studi svolti presso un antico e misterioso tempio buddista dalla famigerata Francesca Romana Rivelli, meglio nota come Ornella Muti. La profonda conoscenza del saṃsāra ha portato la nostra eroina a formulare la teoria che si potesse in qualche modo indirizzare il karma di ciascun essere umano verso una meta precisa; imbrigliando le regole della vita, e appigliandosi ad alcuni cavilli burocratici, la Muti è così riuscita a trovare un modo attraverso il quale scegliere in quale essere vivente rinascere una volta giunta alla fine del proprio ciclo vitale ( ricordiamo che il suo è tutt'ora in atto, tanto che potremmo quasi definirla una nonmorta). Raggiunta questa consapevolezza all'età di circa 18 anni, la Rivelli decise di iniziare a impegnarsi nella realizzazione di un corpo che l'avrebbe potuta ospitare nella sua vita successiva utilizzando le proprio conoscenze nel campo della genetica, fu così che, il 10 ottobre 1974, all'età di 19 anni 5 mesi e 30 giorni, venne alla luce il primo clone umano della storia: Naike Rivelli.
Sembrava ormai tutto risolto, e la bella Ornella aveva finalmente ottenuto la possibilità di rimanere eternamente se stessa, superando indenne i cicli successivi di ogni fase della proprio vita.
Tutto filava per il meglio, ma Francesca Romana non riusciva a essere totalmente soddisfatta: quel clone, che ora allevava come sua figlia, non era come lei, non era la sua copia perfetta; Ornella voleva di più, voleva una fotocopia a colori di se stessa, non un semplice ibrido imbarazzante!
Fu così che si richiuse nuovamente in laboratorio, da dove uscì con quella che noi oggi conosciamo come OrnellaMutiβ2.0; fu a questo punto che si venne a creare il terzetto di cloni più rubizzo che l'umanità possa ricordare dai tempi di Rei Ayanami:


È evidente Francesca R. non abbia potuto raggiungere la perfezione neanche con questo secondo tentativo, ma l'assenza di un terzo clone di se stessa e la consapevolezza del fatto che una Ornella Muti è esattamente data da questa semplice operazione:
Ornella Muti = (Naike Rivelli + Carolina Rivelli) / 2
cioè, dall'esatta media trai due cloni precedentemente realizzati, ci fa capire che il terzo tentativo* ha dato origine all'ultimo e perfetto corpo che ospiterà le prossime incarnazione di Francesca Romana Rivelli, donandole a tutti gli effetti l'immortalità.
In sintesi, se volete vivere in eterno chiedete a Ornella Muti.
Voi forse non crederete a quello che ho appena scritto, ma, supposta la possibilità di vivere in eterno, questo è l'unico modo che avete per garantirvi una vita pressoché infinita.
Insomma, per dirla con le parole di un antenato dell'ex moglie di Tom Cruise:
"Eliminato l'impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità."
*al momento della pubblicazione del post il terzo e definitivo clone di Ornella Muti non è stato ancora rivelato al mondo. Si suppone che siano state fabbricate almeno una ventina di copie dello stesso. Una fonte anonima ha rivelato che tali copie sono conservate presso il congelatore di casa Rivelli in attesa di essere utilizzate.

giovedì 16 febbraio 2012

Le non recensioni di Mr. Bert Ford: Twilight edition

Al mondo esistono cose talmente brutte da meritare una nonrecensione. Esistono cose talmente brutte che non hanno i requisiti per essere nonrecensite. Esistono cose talmente brutte che necessitano di un reboot. Esiste la serie di Twilight.
Ora c'è qualcosa di peggio.
Iniziamo con il libro.

TWILIGHT


Quella sera l'aria sapeva di pomeriggio*, il sole filtrava dalle veneziane semichiuse. Non amava la luce Ed, non la amava in generale e oggi, dopo il suo ultimo fallimento, non riusciva proprio a sopportarla.
Nell'angusta stanza al terzo piano del numero 36 di via le mani dal naso, una squallida palazzina di quelle che negli anni '60 spuntavano improvvisamente come brufoli sul viso di un quattordicenne brufoloso, oggi c'era un insolito silenzio; tutto taceva, tutto sembrava tranquillo, ma, in quella stanza, nulla lo era.
Entrando non si poteva fare a meno di notare quanto quello spazio fosse riempito da un vuoto quasi opprimente; niente orpelli nel loro lavoro: due scrivanie, una di fronte all'altra; due sedie di quelle scomode per i clienti; due poltrone; Ed e J. Con un'unica occhiata si poteva vedere il marciume che grondava da quella stanza; il pavimento, con le sue assi staccate, scricchiolava a ogni passo; sulla parete di fondo era ben visibile una larga chiazza di umidità che si estendeva fino al soffitto; aprendo la porta l'odore di fumo e muffa ti arrivava dritto allo stomaco. Nessun loro cliente avrebbe mai notato tutto questo, perché se cerchi Ed e J devi essere pazzo, ubriaco o talmente disperato da essere disposto a tutto.
- Interno 8.
l'ubriacone del quarto piano aveva deciso di smaltire la sbronza nell'androne del palazzo anche quella notte, le sue parole sbiascicate a stento arrivarono fino alla stanza di Ed e J: l'interno 8 appunto. Erano le 14:27, il caldo umido di quell'inizio giugno era insopportabile, i giornali dicevano che questo era il mese più caldo degli ultimi 53 anni, ma i giornali ormai non erano più credibili da tanto, forse proprio da 53 anni; il caldo, in ogni caso, era vero e nessuno usciva di casa alle 14:27 senza un motivo.

L'ascensore iniziò a emettere i soliti cigolii, si fermò al terzo piano, un passo, due passi, tre passi. Dietro la porta semitrasparente dell'interno 8 apparve una sagoma esile, nervosamente, la sagoma bussò due volte e, senza attendere alcuna risposta, entrò nella stanza.
Era una ragazza abbastanza giovane, troppo magra e quasi insignificante, una di quelle che non noteresti mai; ben presto si sarebbe rivelata anche noiosa. Al suo ingresso Ed ebbe un fremito: aveva iniziato a sentire l'odore del suo sangue mentre lei era ancora in strada, ora la stanza gli sembrava satura di quell'aroma e si tratteneva a fatica dal saltarle addosso per nutrirsene.

J non era uno di tante parole, quello che sapeva parlare era Ed, ma adesso Ed era seduto, immobile, non aveva mosso un muscolo da quando la donna era entrata nella stanza, temeva che se l'avesse vista non avrebbe potuto resistere all'istinto di saltarle al collo, per questo se ne stava lì, a fissare la chiazza di umidità sulla parete; non era la prima volta che capitava, quindi toccò nuovamente a J capire cosa volesse quella ragazza insipida.
Disse di chiamarsi Isabella, Isabella Swan. Swan: cigno; forse in un'altra vita lo era stata, adesso sembrava solo un brutto anatroccolo denutrito. Era lì, in piedi, di fronte alla scrivania, quelle sue gambette ossute non riuscivano a rimanere ferme, Ed era infastidito da quel continuo movimento, lo distraeva, aveva quasi voglia di frantumarle le rotule a forza di mazzate, ma in quella stanza non c'era una mazza; questo pensiero lo fece sorridere per un momento. Cercò di concentrarsi per ascoltare le parole della ragazza, ma quelle gambe!
Dovette insistere non poco per riuscire a farla sedere, il pensiero di quelle ossa nascoste solo da un sottile strato di pelle non era totalmente sparito neanche in quel modo, ma almeno ora non le vedeva più e questo bastava per permettergli almeno di sentire la voce noiosa della ragazza insipida.

ho detto insipida, non... lasciamo stare.
Isabella cominciò nuovamente a parlare, fu in quel momento che J si accorse per la prima volta dell'odore di marcio che usciva dalla sua bocca: ogni parola della ragazza era intrisa di putrefazione; i suoi discorsi non avevano alcun senso e, in sostanza, non si capiva per quale motivo fosse arrivata a chiedere il loro aiuto, ma J sapeva: Isabella era morta e non se n'era accorta.

Capitava, di quando in quando, che la Morte si trovasse di fronte un individuo talmente insulso da essere ignorato perfino da lei, o almeno questo è quello che dicevano alcune vecchie leggende; di certo Isabella era insulsa e, molto probabilmente, lo era così tanto da meritarsi di essere ignorata perfino dalla trista mietitora.
Avevano già avuto un caso del genere, lui era Mike B., ma quella volta era stato lui a rifiutare la morte, perché aveva risposto male a una sua domanda e il notaio aveva detto:
- No.
Stavolta era tutto diverso, per farla finalmente andare dove doveva andare, per dove doveva andare, dovevano trasformarla e renderla, almeno in apparenza, una persona interessante. Dovevano ingannare la Morte.

J disse alla ragazza che si sarebbero incontrati alle 4:00 nel bel mezzo del quadrilatero delle vittime, fashion victim, s'intende (più precisamente all'incrocio tra la quarta strada, via Quarto, via dei quattro cantoni e quella via, di cui non ricordava il nome, dove c'è la sede di Quattroruote), poi spiegò la situazione a Ed, che ormai si era abituato all'odore del sangue della ragazza e, da diligente membro dell'Associazione Nazionale Vampiri Emo Vegetariani (ANVEV), aveva ormai raggiunto il pieno controllo sul proprio istinto.

socio ANVEV dal 1962.
Era giunto il momento di mettersi al lavoro, avevano poco più di un'ora di tempo per prepararsi all'azione. J sapeva che in una situazione del genere avrebbe dovuto dare libero sfogo a tutti i propri poteri, fu per questo motivo che disse a Ed di aspettarlo fuori dalla stanza. Il vampiro si chiuse la porta semitrasparente alle spalle.
Sapeva che J era un licantropo speciale, ma non aveva mai avuto l'occasione di vedere le sue sembianze animali; dall'interno della stanza provennero grida strazianti, suoni talmente acuti da far incrinare il vetro della porta, poi il silenzio, uno strano odore di fragola si diffuse per le scale, la porta si aprì e J mostrò il suo vero aspetto: era un mini pony viola, il suo crine aveva i colori dell'arcobaleno ed era il suo alito a odorare di fragola; Ed lo guardò con aria incuriosita, poi, dalla tasca sinistra della sua pelliccia ecologica, prese una spazzola ed iniziò a pettinare quella chioma che già invidiava al suo collega. J nitrì stizzito qualcosa che somigliava a un "che mazzo fai", con un mezzo inchino invitò Ed a salirgli in groppa e, insieme, volarono fuori dalla finestra delle scale alla volta del luogo dell'appuntamento.

Fine del primo libro.
(continua...)

TWILIGHT - IL FILM


Neanche il tempo di sbancare i botteghini delle librerie, ed ecco che la grande macchina della produzione Transformers già stanziava i primi fondi per portare a casa un nuovo successo planetario.
Ovviamente nel ruolo di Bella viene chiamata la Dea - per i robottoni - Megan Fox: per ovviare al problema delle caviglie grosse rispetto alle gambe scheletriche della protagonista del libro il Transformer chirurgo applica immediatamente una liposuzione alla diva, rendendola perfetta per la parte.
Ad impersonare il romantico e schivo Ed una vera sorpresa: Cannibal Kid, che dopo il successo della serie "Teen, il cucciolo eroico" è sulla bocca di tutti gli esperti di settore.
Il ruolo di J, dopo una battaglia all'ultimo steroide, è assegnato a John Cena, che ha promesso almeno una mossa spaccaschiena sul suo collega.
Per poter portare a casa un vero e proprio successone, però, mancava il tocco magico del regista: a questo punto, a seguito di una sessione di preghiera del Kid e dei Transformers - ebbene sì, anche Cannibal è parte del culto foxiano - la sovrana dei pollici deformi delibera che a dirigere questo primo capitolo, rigorosamente in 3D, sarà James Cameron, regista amatissimo dal protagonista maschile, che, come verrà dichiarato in seguito, ha avuto con lo stesso anche un rapporto di tipo sentimentale e molto bromantico.

Indovina chi: qual è Cannibale?
Le riprese, studiate nel dettaglio e realizzate in più di cinquanta differenti locantions pur essendo quasi ed esclusivamente interni che potevano essere replicati in studio, mettono in campo tutto il meglio della tecnologia umana e non, tanto che alcuni dei Transformers vengono modificati per divenire carrelli, steadycam e via dicendo.
Ad ottimizzare l'effetto del 3D vengono inserite delle riprese speciali della Fox intenta a compiere la sua mossa favorita, quel Samoan Spike che tante vittime aveva mietuto non troppo tempo prima: per gli spettatori in sala la sensazione sarebbe stata quella - terrificante - di avere il pollice della protagonista pericolosamente vicino alla faccia, in primissimo piano: una cosa che neppure gli horror più estremi avevano osato.

Cannibal e John Cena, nel frattempo, divengono inseparabili sul set, con il popolare wrestler che giura che, sotto l'effetto del sangue finto utilizzato nelle riprese, Kid ha dichiarato di voler partecipare ad un evento della WWE, le fonti più vicine agli attori rivelano che potrebbe trattarsi addirittura di Wrestlemania, per una sfida contro Undertaker nella speranza di interrompere la leggendaria streak vincente di quest'ultimo.

Incredibilmente, questa volta tutto fila liscio, tanto da cementare nei Transformers la fede in Megan Fox: il film è girato a tempi di record - 20 giorni appena -, e Cameron, da bravo perfezionista, dedica alla post produzione soltanto una settimana, confezionando per Prime e soci un prodotto di altissima qualità nonchè legato alla redditizia industria degli occhialini di plastica che il pubblico si ritrova a dover forzatamente acquistare con il biglietto, pena l'espulsione dalla sala con un Samoan Spike d'antologia.

Trama pessima, interpretazioni agghiaccianti - pare che tutti e tre i protagonisti siano destinati al Razzie Award -, confezione di lusso sfrenato ed esplosioni come ogni film in 3D richiede: tra queste una vertiginosa sequenza con la soggettiva di una goccia di sangue dal corpo di Bella allo stomaco di Ed.

Tutti felici e contenti, dunque?
Ebbene no.
I Transformers, agghiacciati dalla parcella presentata da Cameron riguardo il suo compenso ed il costo delle riprese, si ritrovano a dover vendere parti dei loro corpi come ricambi per auto in modo da venire incontro alla crisi e contenere i costi, ritrovandosi poi in gruppo di preghiera - ovviamente con il fu Cucciolo Eroico - in modo da chiedere consiglio alla Megan divina.

Detto, fatto, e l'attrice, inviperita per il trattamento riservato da Cameron ai suoi fedeli, colpisce il regista con un Samoan Spike reso ancora più violento dal supporto fornito da Cena nello spingere il pollice dritto dritto nella gola dell'uomo.
Con Cameron ko e ridotto ad un vegetale, alla produzione si presenta una domanda fondamentale in vista della realizzazione del secondo capitolo: chi sarà dietro la macchina da presa?
James Cameron dopo la cura.
Nel silenzio imbarazzato, un pensiero attraversa le menti di tutti.
Un pensiero legato alla Fede.
Il nuovo regista poteva essere solo uno.
Ma questa è un'altra storia...

*qui ho citato Woody Allen, anzi no.

giovedì 8 dicembre 2011

la M di Morituri te salutant

Posto queste righe con un po' di ritardo sugli eventi, perché ho dovuto elaborare il lutto.

E così, piccolo Mike, ti hanno tarpato le ali, hanno bloccato la tua fuga e, tra poco, ti rinchiuderanno nuovamente in quella piccola scatola legnosa e tra quelle quattro strette mura.

Che poi, diciamocelo chiaramente, Mike ha passato il 96% della propria vita chiuso in una scatola, ma perché adesso volete obbligarlo, contro una sua evidente volontà, a rimanere murato in uno spazio angusto?
Ma manco dopo morto sto poraccio è libero de fa come je pare?
Avrebbe detto qualcuno che parla con un vago accento romanesco, io invece vi voglio dire che, passate le prime ore di apprensione per la Daniela, Leonino & Co., grazie al mio piccolo cervello problematico, avevo immaginato due possibili soluzioni dell'enigma del presentatore dentro la bara in giro per l'Italia:
  1. Mike è il nuovo Michael Jackson**, è vivo e ha deciso di inscenare la propria morte per fare in modo che la Daniela intascasse i soldi dell'assicurazione, si è sottoposto a numerose operazioni di chirurgia plastica e adesso il suo aspetto è all'incirca questo, la Daniela ha assoldato un killer per fare fuori l'equipe medica che ha eseguito gli interventi (ovviamente ha preteso che il killer raccogliesse in un portagioie i cuori di tutti gli assassinati) e, infine, ha nascosto i loro corpi. Ora Mike vive di pesca su un'ignota isola tropicale.
  2. Mike è morto, si svolge la cerimonia funebre e tutto sembra andare come dovrebbe, finché Pippo Baudo non decide di entrare a far parte del gruppo di quelli che trasportano il feretro. Molti non avranno notato nulla, ma in quel preciso istante io ho percepito chiaramente un fremito nella forza, come quando un vecchio ricordo ritorna alla mente, quel fremito segnava l'innescarsi di complessi processi di rigenerazione cellulare, processi in atto nel corpo di Mike; non sto a spiegarvi con precisione come funzionano certe cose, vi basti sapere che i raggi catodici emanati da Pippo Baudo hanno stimolato il ritorno alla vita del nostro allegro eroe. La decisione del redivivo Mike di dedicarsi al vagabondaggio per inseguire una vita avvolta nel mistero e nell'anonimato è storia.
Insomma, caro Mike, ormai per me eri un simbolo di libertà e ribellione, un eroe romantico post mortem, roba che sei il primo dopo la creatura, che poi era un accrocco di cadaveri vari tenuti insieme dalla colla vinilica; cioè, dai, mica barbabietole e fenicotteri rosa*!
Eri un eroe, eri romantico, ma anche il tuo sogno, come tutti i sogni romantici, è tristemente giunto a una conclusione.

Dicono che il tuo viaggio avrà come meta finale un forno e poi in un'urna di dubbio gusto; purtroppo la vita è così, caro Mike, non ci resta che salutarci per sempre... forse.

Allegria!

*è inutile cercare di convincermi del contrario, a me rosa e rosso insieme non piacciono... a dirla tutta non mi piace proprio il rosa, ma i fenicotteri rosa sì, sia ben chiaro.
**che era il nuovo Jim Morrison, che è stato il nuovo Elvis.

mercoledì 28 settembre 2011

PPA (probabibili prossimi attentati)

Se vi dico: cantante inglese, baronetto, occhiali, Luigi XIV e Diana, voi cosa rispondete?
  1. Mara Maionchi
  2. L'Armando
  3. Elton John
Se avete risposto Mara Maionchi avete quasi indovinato, se avete risposto l'Armando avete seri problemi mentali, se avete risposto Elton John avete risposto bene.

Il caro vecchio Elton è noto, oltre che per i suoi successi musicali, per le spese folli che lo hanno spesso portato sull'orlo della bancarotta, ma come è riuscito a risollevare ogni volta le proprie finanze da quel profondo rosso in cui erano venute a trovarsi? Semplicemente dedicando una canzone (sempre la stessa riadattata) alla memoria di una donna prematuramente scomparsa.

Fino ad oggi Elton ha dedicato la sua Candle il the Wind a Marilyn Monroe e a Lady Diana Spencer; due donne che avevano più di una cosa in comune: erano entrambe bione, ricche e famose; due donne la cui morte è ancora oggi avvolta da un alone di mistero.
Potrebbe essere una semplice coincidenza*, se solo non esistesse la seguente foto:


Questa è un'immagine presa direttamente dal computer di Elton John, che ho incrociato sul treno (dicono che abbia comprato casetta vicino alla stazione di Nuovo Salario).
Da queste poche righe, si capisce immediatamente che il baronetto sta lavorando a una nuova versione della funerea Candle in the wind, ma a chi potrebbe mai dedicare questa nuova versione? I riferimenti sono piuttosto ambigui, ma leggendo attentamente il primo verso della canzone non possiamo non pensare a un'altra donna bionda, ricca e famosa, per la precisione alla bellissima Camilla**. A questo punto, però, mi sorge un dubbio: perché scrivere una canzone da dedicare alla morte di una donna ancora viva?

Il dubbio è inquietante e la risposta non può che essere una: Elton John ha provocato la morte di Marilyn e Diana, è un efferato assassino seriale e sta per colpire nuovamente; la sua prossima vittima sarà Camilla.
Sembrerebbe tornare tutto:
  • le vittime presentano caratteristiche simili
  • la mancanza di denaro che, ripresentandosi negli anni, scatena la follia omicida apparentemente sopita
  • una canzone rituale con la quale il killer firma il suo operato
Delle prove talmente evidenti che Roberta Bruzzone, quando gliele hanno fatte notare, ha seriamente pensato di cambiare lavoro per iniziare a fare la sciampista.

Attenta Camilla, stai molto attenta.

*noi di Voyager pensiamo di no.
**che quando è nata si chiamava Camilla Rosemary Shand, poi è diventata Camilla Parker Bowles e adesso è semplicemente Camilla. In pratica aveva un cognome ne ha presi altri due e alla infine li ha persi tutti.

mercoledì 24 agosto 2011

Rimini, Rimini - e tre

Ieri sera, in seconda serata sulla mitica Rete4, è comparso, quasi per magia, Rimini, Rimini - un anno dopo; non l'ho visto, non ce l'ho fatta, ma il film in questione ha avuto il pregio di farmi ricordare dell'esistenza di una persona: Eva Grimaldi.
L'avevo completamente rimossa e credevo che fosse sparita dalla circolazione in seguito a Il bello delle donne, mi sbagliavo di grosso, perché Wikipedia dice che ha lavorato anche in Caterina e le sue figlie 3 (e che sarebbe?) e... uno di quei cosi dove credo ci sia anche Gabriel Garko, visto che il titolo è composto da due parole a casaccio unite da una "e".

Segue un generatore casuale (ringrazio sempre jumpinshark per questo) di probabili titoli di miniserie televisive che potrebbero avere come protagonista Gabriel Garko.
Aggiornare la pagina per scoprirne di nuovi.

A proposito di Gabriel Garko, vorrei far notare un'ingiustizia bella e buona commessa (lei in Commesse non c'era, vero?) nei confronti della bella Eva: non ha ricevuto nemmeno un premio per la sua migliore e più duratura interpretazione. Vi state chiedendo di cosa stia parlando? Mi pare superfluo, ma lo specifico: il ruolo che avrebbe dovuto portarle un riconoscimento è quello della fidanzata di Gabriel Garko.

In ogni caso non volevo parlare di questo, quanto del fatto che io Eva Grimaldi l'avevo rimossa totalmente, invece lei, zitta zitta, continua a lavorare come se nulla fosse, e non come benzinaia (cosa che faceva prima di diventare attrice, la mia non era una battutaccia che voleva sminuire il lavoro dei benzinai), ma sempre in tv... un cosa che per me ha dell'incredibile, talmente incredibile che Eva si è meritata un posto di tutto rispetto tra le fila dei nonmorti.

COMUNICO UFFICIALMENTE CHE EVA GRIMALDI, ALIAS QUELLA CHE STAVA CON GABRIEL GARKO, IN DATA ODIERNA, 24 AGOSTO 2011, È DA CONSIDERARSI UFFICIALMENTE E A TUTTI GLI EFFETTI NONMORTA.

venerdì 12 agosto 2011

già di ritorno

Sì, sono tornato; io credevo che sarei tornato domani, ma ho scoperto che domani è oggi, quindi eccomi.
Come al solito sono in vena di copiare, quindi, prima di raccontarvi della mia vacanza (in realtà non so se lo farò), copiando da JuleZ, vi faccio vedere a chi assomiglio:
Al primo tentativo* sono venuti fuori loro... diciamo che non ero proprio soddisfatto, quindi ho cambiato foto.
I risultati del secondo** tentativo sono stati i seguenti:
Decisamente meglio. C'è un musicista, uno scemo, un premio Nobel e perfino Johnny Depp; potevo accontentarmi, ma ormai ci avevo preso gusto, quindi l'ho fatto di nuovo:
Stavolta (a parte Thorpe, che dovrebbe averlo aggiunto un cieco, o forse un Ceco, o forse un Ceco cieco), direi che ci siamo! Ci sono scrittori ultrafamosi, attori che accontentano un po' tutti i gusti, il solito premio Nobel (ma non è che mi toccherà vincerne uno?) e un pattinatore che non sapevo chi fosse, ma che ha vinto un sacco di roba (le due solite donne non le calcolo, perché c'era*** di meglio).
Potevo accontentarmi, ma siccome il troppo stroppia, ho continuato e ho scoperto che assomiglio a:

Di questo ottetto**** vi faccio notare Rock Hudson, Bob Marley e la mitica Gillian "Dana Scully" Anderson.

In pratica da queste immagini viene fuori che assomiglio due volte a: Johnny Depp; Carl Sagan (chi?); Elsa Benitez (allora posso fare la modella?); un vincitore di un premio Nobel. Assomiglio inoltre a:  uno scrittore famoso morto; un attore famoso morto; un cantante famoso morto; un cugino di Darwin, nonché patrocinatore dell'eugenetica, morto; una che ha vinto l'Oscar recitando il ruolo di una pazza che poi muore.

Riassumendo sono evidentemente bello, di quelle bellezze particolari e allo stesso tempo innegabili, dai tratti un bel po' asiatici, talmente sveglio da meritare un paio di Nobel, una modella, uno che spezza le caviglie e, soprattutto, sono un aspirante morto.

Sono veramente così?
Chiedo conferma a quei pochi che mi conoscono dal vivo e a quei tanti che mi conoscono dal non vivo (dal morto?).

PS: anche qui sotto continuano i morti.

*sono stati esclusi per motivi di spazio due personaggi a me sconosciuti, tali Leslie Cheung (52%) e Henrik Larsson (51%).
**stavolta l'esclusione è di pregio: Britney Spears (45%).
***anche qui sono state escluse una somiglianza improbabile e una a me quasi ignota: Imelda Marcos (49%) Jason Schwartzman (47%).
****qui con gli esclusi mi ha detto male, perché, insieme a Yuri Gagarin (46%), mi sarebbe toccato anche Benicio del Toro (46%), che dicono sia uno che piace.

venerdì 31 dicembre 2010

Adam West

Per la serie "i nonmorti di fine anno", vi presento Adam West.
Molti si chiederanno:
"Chi è costui?"
Effettivamente il nome potrebbe non dirvi molto, ma questo video spiegherà tutto:



Adam West era proprio Batman!
Era lui quello che puniva i cattivi a ritmo di musica, colpendoli con le onomatopee più impensabili, che risolveva indovinelli improbabili (come questo, questoquesto e quest'altro)... insomma l'unico e inimitabile Batman.
Effettivamente non è mai scomparso del tutto dalle scene,infatti, lo possiamo ancora ammirare in numerose serie TV, anche se sotto forma di cartone animato; sinceramente credo che in parte sia veramente un cartone animato (un po' come il giudice Morton di Chi ha incastrato Roger Rabbit).
Forse, viste le sue numerose comparse recenti, non meriterebbe di essere proclamato nonmorto, ma siccome la decisione spetta a me, lo diventerà.




COMUNICO UFFICIALMENTE CHE ADAM WEST, ALIAS BATMAN, IN DATA ODIERNA, 31 DICEMBRE 2010, È DA CONSIDERARSI UFFICIALMENTE E A TUTTI GLI EFFETTI NONMORTO.

martedì 21 dicembre 2010

scampato pericolo

Non capisco ancora come mai, ma ogni tanto si sparge la voce della morte di qualche personaggio più o meno noto; solitamente si tratta di vecchi "famosi" che non si vedono in giro da tempo o di giovani semisconosciuti, che spesso vengono fatti morire di overdose (v. Tonio Cartonio).

Fortunatamente il sempre più abbronzato Carlo Conti sta portando avanti da anni, con il suo "meraviglioso" I migliori anni, un importante lavoro di catalogazione di nonmorti italiani, che, con la sola partecipazione ad uno spettacolo decadente inside, ci ricordano che manca ancora del tempo prima di poter utilizzare, riferendoci a loro, una frase a scelta tra:
  • "Era così bravo!";
  • "Mi piaceva tantissimo!";
  • "Secondo me è sempre stato il migliore!";
Il problema dei nonmorti italiani lo abbiamo risolto così, ma come fare con quelli internazionali?

Per esempio un po' di tempo fa mi hanno dato per certa la morte di Angela Lansbury; la notizia mi ha quasi sconvolto, infatti, tornato a casa, ho controllato subito, per fortuna non è così.


È noto che il personaggio che l'ha resa arcinota (sebbene anche prima non fosse una sconosciuta) fosse una portatrice di morte, una sorta di flagello divino: dove arrivava Jessica Fletcher l'ecatombe era assicurata; proprio per questo mi pareva impossibile che lei, l'interprete del personaggio più mortifero della storia (roba che Miss Marple al confronto è una dilettante), fosse stata colpita dalla sua stessa medicina. Sono consapevole che prima o poi capita a tutti, ma lei secondo me in qualche modo si salva, potrebbe addirittura far morire la morte.

Forse dovrei offrire questo servizio, prima o poi mi dovrò concentrare e scrivere un elenco di non morti internazionalmente noti... la mia idea iniziale, che avevo avuto prima di pensare ai nonmorti, era quella di dedicare unintera pagina ai coccodrilli, magari di personaggi suggeriti da voi, però anche il servizio nonmorti potrebbe essere estremamente utile.
Intanto questo lo faccio, perché è doveroso:

COMUNICO UFFICIALMENTE CHE ANGELA LANSBURY, ALIAS JESSICA FLETCHER, IN DATA ODIERNA, 21 DICEMBRE 2010, È DA CONSIDERARSI UFFICIALMENTE E A TUTTI GLI EFFETTI NONMORTA.





PS: dite che è di cattivo gusto? Perché io di solito, senza volerlo, un po' lo sono, e sono anche un po' macabro.
PPS: e se poi i nonmorti mi si trasformano in morti? Avviso che questa rubrica, se dovesse andare avanti, augura a tutti i nonmorti di rimanere così per tantissimo tempo.