-Capitolo 3-
LE MEDIE - presentazione
E alla fine arrivarono le medie.
Diciamocelo chiaramente, il periodo delle scuole medie è sempre abbastanza penoso; siamo tutti, e dico tutti, al massimo della stupidità e della bruttezza; colpa degli ormoni in subbuglio, colpa di non si sa cosa, ma sta di fatto che alle medie di solito si fa schifo, in tutti i sensi.
E così, proprio nel momento più sbagliato, ti vedi costretto, ancora una volta, a convivere con una ventina di tuoi coetanei, e, per forza di cose, per non affogare nel mare di incertezze che in quel periodo cominciano a presentartisi in fila per tre col resto di due, cerchi di aggrapparti a schemi ben consolidati, di uniformarti al modello di persona che gli altri si aspettano da te, fino a diventare il personaggio di una sit-com americana.
Per questi motivi, generalizzando si può dire con tranquillità che la mia classe delle medie era composta da vari livelli di:
- Mark Lenders de noantri, che sarebbe quello aggressivo a prescindere, che pensa di essere sempre il migliore, che si vede bellissimo, anche se, se vai a guardare, sei alto come me e ti metti delle "scarpe" che ti fanno essere abbastanza ridicolo ai miei occhi;
- Megan Fox dei poveri che, di solito, era accoppiata al Mark Lenders di turno ed era tanto più bella quanto più riusciva a fartelo credere, che poi quello è un periodo in cui basta veramente respirare per far pensare agli altri di essere belli belli in modo assurdo;
- Marika Fruscio timida, che in pratica sarebbe quella con le tette, che poi sarebbero il motivo che la faceva essere la ragazza di facili costumi, costumi talmente facili che con te proprio niente, manco morta;
- Steve Urkel sbianchettato, e questo era un po' il mio ruolo, quello dello sfigato che andava bene a scuola, abbastanza simpatico, ma di certo non trombabile*;
- aspirante Daria, di certo non bella, ma forse una delle persona più interessanti del circondario, certo, non c'era ancora tutta questa sostanza, ma almeno portava un po' di originalità.
A questo punto mi rendo conto che non posso fermarmi qui e, contro la mia volontà, vi presento anche la parte più rappresentativa del corpo docente:
- quella di musica era una donna della serie "ma quanto mi credo bella anche se sono veramente un cesso?", sposata con un tizio che lavorava in tv (anche se non si sa bene dove e con quali ruoli), sedicente parente di una rossa e riccia giornalista televisiva, residente in viale Parioli e, a quanto dicono, donna di abbastanza facili costumi... ah, ovviamente di musica non ne sapeva un cacchio, e questa è stata la fortuna di vicini e famigliari, perché per imparare a suonare quel cacchio di flauto decentemente avrei potuto rompere i timpani (e non solo) a molte persone;
- quella d'inglese era di origini campane, era alta all'incirca due mele o poco più ed era tanto competente quanto folle, tanto per farvi un esempio vi dico che quando cadeva una matita a qualcuno lei fermava la lezione, gliela faceva raccogliere per poi buttargliela ancora a terra per poi fargliela raccogliere nuovamente, tutto questo per almeno una decina di volte. Un'altra interessante peculiarità di questa donna era la capacità di urlare a squarciagola contro il malcapitato di turno e, al contempo, quella di assumere un colorito simil violaceo in volto, per poi tornare normale nel giro di pochi secondi... paura, pura paura.
E siamo quindi giunti alla fine di questo interessantissimo** capitolo della mia vita scolastica. Ora conoscete i protagonisti, successivamente (forse) vi presenterò anche alcuni fatti decisamente poco interessanti per la stragrande maggioranza del mondo, ma che di certo saranno sempre meglio di una puntata di Kalispèra!, quindi stay tuned**.
*nel senso che in quel periodo se ne parla tanto, ma i fatti stanno a zero.
**ma anche no.
